Lo scaffale dimenticato

 

La raccolta di racconti nell'edizione italiana di Guanda

Pubblicata nel 1997 in Italia, Confessioni di un codardo è una breve raccolta di raccolti di Charles Bukowski, selezionati tra gli ultimi pubblicati dall’autore, prima della sua morte nel 1994.

Il racconto è forse la dimensione letteraria dove, più che in altre, Bukowski è riuscito a dipingere la sua America: l’America dei bassifondi, delle prostitute, dei barboni, dei bar malfamati e mal frequentati, di cadenti motel e squallidi ristoranti, di ippodromi frequentati da disperati che cercano la fortuna, di strade sporche e deserte. E i protagonisti delle sue storie sono i frequentatori di questi luoghi, personaggi ai margini della società che vivono alla giornata, con pochi soldi e poche prospettive.

Come da tradizione Bukowskiana, molti racconti sono autobiografici ed i protagonisti delle storie sono dei potenziali alter ego dell’autore, come in Un Nickel, in cui un mezzo fallito tenta di rimorchiare una bellissima donna all’ippodromo, suggerendole una puntata che si rivelerà vincente.

Charles Bukowski

Altri racconti prendono una direzione diversa rispetto ai canovacci classici pensati dall’autore. In Il riscatto due rapitori disperati e alle prime armi non sanno come gestire il rapimento di un ragazzo, mentre in Un universo poco accomodante il tipico personaggio da bassifondi si scontrerà, all’interno di un bar, con un magnaccia arrivato per vendicare un torto subito da alcune prostitute, con conseguenze mortali per uno dei due.

Infine da citare il racconto intitolato La star, dove un vecchio divo del cinema vive ormai in completa balia della donna che lo accudisce, impotente e totalmente succube.

Una raccolta di racconti che rivela la maturità dell’autore ormai settantenne: diminuiti i racconti a sfondo sessuale, Bukowski si tuffa ancora di più nel sociale, analizzando i disperati della classi più basse, con un realismo toccante e diretto, condito dalla sfacciataggine, dalla volgarità provocante e dal gusto per l’eccesso, autentici marchi di fabbrica della prosa dello scrittore americano.

Una raccolta consigliata ovviamente ai numerosi fan di Bukowski, ma un volume perfetto anche per un piccolo regalo ai coloro i quali non amano Bukowski perché troppo sporcaccione e volgare. Questa raccolta dimostra che il buon Hank ci sapeva fare anche non necessariamente parlando solo di sesso, ponendosi come un autentico cantore degli umili e dei disperati che affollano le periferie d’America.

Alberto Staiz

foto libreriauniversitaria.it; facebook.it

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