Lo scaffale dimenticato

Hemingway nel 1926, anno di pubblicazione di Fiesta

Hemingway nel 1926, anno di pubblicazione di Fiesta

Pubblicato nel 1926, Fiesta (Il sole sorgerà ancora) è il primo dei molti capolavori che Ernest Hemingway ha prodotto nel corso della sua carriera letteraria. Lo scrittore americano non ha bisogno di eccessive presentazioni: Premio Nobel, scrittore rivoluzionario per forma e tematiche, e personaggio divenuto quasi leggendario. Autore di capolavori assoluti della letteratura moderna, esordì con questo breve ma intenso romanzo.

Fortemente autobiografico, come tutti i romanzi di Hemingway, Fiesta ha come protagonista Jake Barnes, giornalista americano che vive a Parigi, menomato in seguito ad una ferita di guerra che gli pregiudica qualsiasi tipo di rapporto sessuale. Innamorato (e ricambiato) della affascinante ed esuberante Brett Ashley, incapace di trovare sollievo nella vita mondana, decide di recarsi a Pamplona, in Spagna, durante la settimana delle celebrazioni di San Firmino nel mese di luglio. Con lui ci sono il caro amico d’infanzia Bill, lo scrittore fallito Robert Cohn e l’alcolizzato e bancarottiere Mike Campbell. E naturalmente anche Brett, che diventerà l’oggetto delle attenzioni di tutti, finendo poi per tuffarsi in una tormentata relazione con Pedro Romero, giovane e affermato torero.

Hemingway prende come modello molti dei suoi amici e conoscenti che frequentavano gli stessi suoi ambienti nella Parigi degli anni ’20, inventandone alcune caratteristiche e romanzando alcuni tratti, in particolare i rapporti interpersonali che intercorrono tra i protagonisti.

In meno di trecento pagine succede di tutto: scazzottate, litigi, fiumi di vino e sbronze colossali, momenti di sfrenato divertimento alternati a profonda malinconia; e infine il classico finale amaro, tratto caratteristico dei romanzi di Hemingway.

Un romanzo che ha lanciato un genere nuovo e che ha messo in pratica gli insegnamenti di Gertrude Stein, spianando la strada verso il successo agli scrittori della Lost Generation, la Generazione Perduta, di cui Hemingway è l’esponente di spicco, assieme a Francis Scott Fitzgerald.

Edizione italiana, di Mondadori, del romanzo

Studiato in ogni singola parola, Fiesta ha contribuito alla nascita del minimalismo: poche parole e azzeccate, per esprimere una situazione dettagliatissima. Linguaggio essenziale e scarno, messo al servizio dell’espressività. Jake e Brett sarebbero la coppia perfetta, ma sono destinati a non poter soddisfare il loro amore: i dialoghi tra loro due sono delle perle di stile per asciuttezza, sentimento ed intensità.

Le tematiche del romanzo sono innumerevoli: l’amore, l’odio, la natura, il tradimento, le corride, l’alcool, la guerra. Temi che si intrecciano, creando un mosaico di situazioni dalle eccezionali sfumature e dai molteplici significati.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, trascinati dal ritmo incalzante della fiesta spagnola; e al tempo stesso un libro da leggere lentamente, soffermandosi sulle singole parole, sulle situazioni e sulla perfezione stilistica dei dialoghi e delle descrizioni, il vero marchio di fabbrica della tecnica di scrittura di Hemingway, uno dei mostri sacri della letteratura contemporanea.

Alberto Staiz

Foto via http://2.bp.blogspot.com; http://rota.files.wordpress.com

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