Lo scaffale dimenticato

«La melanconia viene perché si diventa grassi o perché piove da troppo tempo. Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di che cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarci qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa».

Leggendo queste parole viene in mente Holly Golightly, uno dei personaggi più bizzarri e affascinanti del cinema e della letteratura del novecento, una figura che, pur non essendo la protagonista assoluta del romanzo, riesce ad attrarre tutta l’attenzione del lettore – e dello spettatore – su di sè. Truman Capote riesce a creare una figura di notevole spessore, un carattere al contempo malinconico e divertente, sofferto e allo stesso tempo scanzonato e vivo.

L’aspirante scrittore Paul – nome che gli verrà dato da Holly perchè le ricorda il suo “fratellino” – dal carattere freddo ed estremamente pratico, si trasferisce nella Grande Mela per rincorrere i suoi sogni. Qui, in un modo decisamente inusuale, farà la conoscenza della sua bizzarra vicina Holly Golightly, una ragazza che per mantenersi è divenuta una prostituta d’alto bordo, professione che la protagonista definisce  “fare la toeletta”.

Il timido Paul verrà a contatto con il bizzarro mondo di Holly e assisterà impotente al suo sgretolarsi. Un mondo fatto di un serraglio di uomini anziani o di mezz’età – tra cui spicca un ambiguo e infantile quasi ex-marito – produttori in cerca della grande occasione e gangster che, a detta della stessa Holly, sono persone deliziose. Una serie di personaggi che ruotano attorno a Holly, che riesce a mantenersi in bilico tra malizia e innocenza.

Truman Capote, autore del romanzo, riesce a creare un personaggio a tutto tondo grazie all’utilizzo di uno stile narrativo asciutto che offre al lettore il quadro completo attraverso i dettagli.

La personalità di Holly non viene spogliata di punto in bianco, ma rivelata tramite una serie di elementi

Un ritratto di Truman Capote

significativi a cominciare dalla sua passione per Tiffany, non tanto per i preziosi, bensì per l’atmosfera del negozio. Altro dettaglio significativo è l’arredamento provvisorio dell’appartamento di Holly e il rifiuto deciso di dare un nome al Gatto,  segno di una transitorietà che è parte del personaggio.

L’uso dei dettagli è una delle peculiarità del New Journalism, una innovativa corrente giornalistica di cui Capote fu uno dei massimi esponenti. Il New Journalism era una forma di giornalismo che rompeva con la narrazione legata alla canonica regola delle 5 w – cioè Who? chi?; What? cosa?; When? quando?; Where? dove?; Why? perchè? – che era stata alla base del giornalismo fino ad allora.

Tom Wolfe, fondatore del New Journalism, proponeva un giornalismo che fondesse le tecniche narrative a quelle giornalistiche, al fine di creare un giornalismo che convoilgesse il lettore e rompesse con l’asetticità che fino a quel momento caratterizzava ogni articolo. Capote porta queste lezioni e questo stile in tutta la sua produzione narrativa.

In definitiva Colazione da Tiffany è un romanzo molto interessante, cinico e lunare che lascerà un po’ interdetti gli amanti della pellicola, interpretata da Audrey Hepburn, in quanto estremamente divergente da essa perchè  all’epoca la storia fu ritenuta troppo difficile per essere accettata dal grande pubblico, ma forse proprio per questo rimane una grande esperienza letteraria che riesce a scuotere il lettore e a renderlo partecipe di questa ridda di sentimenti.

Davide Schiano di Coscia

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