Lo scaffale dimenticato – L’arte di correre di Haruki Murakami

l'arte di correreAbbiamo già avuto modo di analizzare più volte l’opera di Haruki Murakami, uno dei massimi scrittori giapponesi contemporanei: Norwegian Wood è stato il suo più grande successo, After Dark una recente conferma del suo talento. Oggi rispolveriamo L’arte di correre, pubblicato per la prima volta nel 2007. Non si tratta di un romanzo, e nemmeno di un saggio sulla corsa. Questo volume, scritto tra l’estate del 2005 e l’autunno del 2006, raccoglie tutta una serie di riflessioni, di pensieri, aneddoti ed esperienze personali dell’autore riguardanti la corsa su lunghe distanze. Murakami è infatti da decenni un appassionato di corsa e ogni anno partecipa almeno ad una maratona.

Non si tratta però di un vero è proprio libro sulla corsa: Murakami non ha infatti la presunzione di dare dei consigli su come preparare al meglio una gara, oppure su che alimentazione seguire o ancora che regime di allenamento mantenere. L’autore desidera semplicemente descrivere la propria esperienza personale con la corsa, le proprie sensazioni e le motivazioni personali che lo hanno portato, nel lontano 1982, ad avvicinarsi a queste disciplina. Murakami decise in quell’anno di chiudere il jazz club che gestiva assieme alla moglie per dedicarsi completamente alla scrittura. Scrivere è un’attività sedentaria e sentendo la necessità di svolgere attività fisica, anche per tenere sotto controllo il suo peso che tendeva ad aumentare, lo scrittore inizia a praticare la corsa con regolarità, dopo aver smesso di fumare i tre pacchetti giornalieri che consumava regolarmente.

In poco tempo Murakami diventa un allenato corridore, e comincia anche a partecipare a piccole gare amatoriali su distanze brevi e medie, aumentando progressivamente le distanze, e arrivando così a partecipare ad una maratona. Ad oggi lo scrittore ha corso più di venti maratone (tra cui ben quattro maratone di New York), ha affrontato alcune ultramaratone, e nell’ultimo decennio si è avvicinato con passione alla disciplina del triathlon, che abbina alla corsa anche il nuoto e la bicicletta.

Murakami

Haruki Murakami (foto via: randomhouse.com.au)

Murakami analizza inoltre le analogie che intercorrono tra la scrittura e la corsa, evidenziando come siano due discipline molto simili in termini di costanza, dedizione, impegno, e necessità di forti motivazioni, pur essendo diametralmente opposte in quanto attività sedentaria la prima e disciplina sportiva molto faticosa in termini fisici la seconda. Entrambe attività solitarie, corsa e scrittura possono essere coltivate, secondo Murakami, solo con una forte spinta motivazionale e con l’obbiettivo unico della soddisfazione al momento del risultato finale, qualunque esso sia.

L’arte di correre è un volume piacevole, intriso di filosofia di vita, nel quale Murakami si pone in maniera onesta e diretta al lettore, senza la presunzione dello scrittore affermato, e lasciando da parte i consigli tecnici e metodologici di chi ha fatto della corsa una disciplina decennale. Un simpatico ed interessante libro dedicato sia ai fan più accaniti della scrittura dell’autore giapponese, sia dei praticanti amatoriali della corsa, i quali troveranno ne L’arte di correre, preziosi e modesti consigli da seguire per proseguire con costanza questa disciplina sportiva tanto affascinante quanto faticosa.

Alberto Staiz

 

 

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