Lo scaffale dimenticato – Generazione X di Douglas Coupland

Generazione xGenerazione X è uno di quei romanzi che segnano un’epoca e che, nel bene o male, tracciano la rotta per numerosi autori successivi, creando un nuovo e fecondo filone letterario. Nato da un articolo scritto per il Vancouver Magazine nel quale Douglas Coupland evidenzia la mancanza di realizzazione personale nei giovani della sua età, il romanzo si sviluppò successivamente, come una sorta di approfondimento dell’articolo, su consiglio della casa editrice St. Martin. Pubblicato infine nel 1991, Generazione X non ebbe successo immediato, ma cominciò a vendere alcuni mesi dopo la pubblicazione, fino a diventare uno dei maggiori best seller degli anni ’90, oltre che un modello di scrittura per autori quali Irvine Welsh e Chuck Palahniuk.

Generazione X è un romanzo frammentato ma unitario al tempo stesso, con una storia-cornice che racchiude al suo interno una miriade di aneddoti e piccoli racconti dall’alto valore simbolico, seguendo quindi il modello antico tipico delle letterature orientali, reso celebre nelle letterature europee da autori quali Boccaccio e Chaucer. Andy, Dag e Claire sono tre giovani trentenni che hanno abbandonato i loro rispettivi (e rispettabili) lavori e sono fuggiti nel deserto della California. I due ragazzi sopravvivono lavorando come baristi, mentre Claire vive nel bungalow accanto al loro. Diviso in tre parti, il romanzo affronta, con un piglio originale e graffiante, la scelta di questi tre giovani di rifiutare la cultura nella quale sono cresciuti per trovare un modo di vita alternativo che possa rispondere ai loro più profondi quesiti esistenziali. In totale disaccordo con i propri ricchi genitori, che vengono amabilmente presi in giro in spassose scenette, i ragazzi vivono cercando di trovare una soluzione ai loro bisogni esistenziali, finendo però troppo spesso per rimanere bloccati nei detriti della stessa cultura americana dalla quale vogliono fuggire, ma che li ha cresciuti e, loro malgrado, forgiati.

Generazione X

Douglas Coupland (foto via: freddynietzsche.com)

La prima parte è esemplificativa del disagio esistenziale dei giovani: i tre protagonisti si trovano per un pic-nic e trascorrono il tempo raccontandosi storie vere ed inventate che contengono una morale molto esemplificativa di quelli che sono le loro aspirazioni. Nella seconda parte entrano in gioco nuovi personaggi, come Tobias fidanzato di Claire, ognuno dei quali rappresenta uno stereotipo sociale ben definito all’interno della società: c’è spazio per lo yuppie alla moda, per le vecchie e obsolete generazioni con le quali il dialogo è difficoltoso se non impossibile, e le nuove generazioni anch’esse distanti anni luce dalle necessità dei protagonisti.

I tre giovani fanno parte di una generazione che non ha più nulla da dire, imbalsamata dagli stereotipi e dal benessere della California. Loro si ribellano e sopravvivono con lavori malpagati, desiderosi però di vivere fino in fondo la loro vita. Tra episodi spassosi e aneddoti più riflessivi si arriva presto al finale, che, come da tradizione, non vi vogliamo svelare.

Generazione X è un romanzo che a livello di concetto non si discosta molto da alcune delle maggiori tematiche care alla tradizione letteraria americana. La genialità di Coupland è stata quella di immergere il tutto nella contemporaneità, condendolo con una massiccia dose di gergo giovanile e inventando o portando alla ribalta diversi neologismi che sono poi entrati a far parte dell’inglese corrente. Senza considerare l’originalità delle prime edizioni del romanzo, che corredavano il testo con vignette umoristiche, definizioni di terminologie e slang giovanili, e divertenti note esplicative a piè di pagina. La scrittura di Coupland inoltre è molto originale: il colore e i repentini cambi di scena di una carrellata di videoclip di MTV che sfociano però in un disegno globale perfettamente sensato e studiato, raccontato con un tono ironico, spesso spassoso, ma in fondo serio e a tratti cupo. Sorprende come Generazione X, fotografia definita di una società lontana ormai più di 20 anni, risulti ancora perfettamente attuale, segno che forse le copertine e i volti cambiano, ma le inquietudini dei giovani rimangono sempre tristemente le stesse.

Alberto Staiz

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews