Lo scaffale dimenticato – ‘La via del tabacco’ di Erskine Caldwell

erskine caldwell

Erskine Caldwell (it.wikipedia.org)

La letteratura americana offre un ricco filone di romanzi e racconti che trattano il tema dei contadini caduti in disgrazia e povertà in seguito alla Grande Depressione. Furore di John Steinbeck è forse il manifesto di questo prolifico filone letterario, ma il grande scrittore premio Nobel non è stato l’unico ad approfondire queste tematiche. Erskine Caldwell è uno degli scrittori che maggiormente hanno saputo tratteggiare le esistenze dei contadini degli stati del sud, analizzandone le speranze, le delusioni, e i destini troppo spesso tragici. Le sue opere hanno avuto molto successo, anche se col tempo non hanno avuto la stessa considerazione che le opere di Steinbeck possono invece ancora vantare.

Nato in Georgia nel 1903 e figlio di un pastore presbiteriano, Erskine Caldwell ha vissuto la sua giovinezza viaggiando attraverso gli Stati Uniti meridionali, a causa dei continui trasferimenti del padre. I numerosi spostamenti hanno permesso al giovane scrittore di entrare in contatto con la realtà agricola statunitense, nella quale poveri contadini, spesso mezzadri, sopravvivevano con pochissimo e vivevano in catapecchie fatiscenti, bloccati da un sistema economico che impediva loro qualsiasi prospettiva di miglioramento. E’ proprio entrando in contatto con questa realtà che Caldwell elabora quello che verrà poi chiamato il “Ciclo del Sud”: una serie di romanzi ambientati nel sud degli Stati Uniti i cui protagonisti sono poveri mezzadri che tirano a campare.

erskine caldwell

foto via: lideablog.wordpress.com

La via del tabacco, pubblicato nel 1932, è il romanzo più rappresentativo della vasta bibliografia di Caldwell e il suo più grande successo, anche grazie alla trasposizione teatrale e a quella cinematografica (diretta da John Ford nel 1941). Protagonista del romanzo è la famiglia di poveri contadini Lester, caduta in disgrazia in seguito alla Grande Depressione, in miseria anche per colpa del capofamiglia Jeeter, che insiste nel voler coltivare la terra invece di trasferirsi in città per lavorare in fabbrica e guadagnare il necessario per mantenere dignitosamente la sua famiglia. Ottuso e molto testardo Jeeter condanna così alla povertà sua moglie Ada, la vecchia madre ancora in vita, e i suoi ultimi due figli ancora in casa, Dude ed Ellie May. La ragazza non riesce a trovare marito a causa del labbro leporino che la fa risultare sgradevole a tutti gli uomini, mentre il figlio viene raggirato da Bessie, una falsa predicatrice di molti anni più vecchia di lui che lo convince a sposarla. La trama si sviluppa con un susseguirsi di espedienti ed episodi nei quali i protagonisti vanno alla ricerca del guadagno e della sopravvivenza: ma la povertà estrema della famiglia, l’ignoranza e la cocciutaggine dei protagonisti e una notevole dose di sfortuna impediscono qualsiasi evoluzione positiva delle condizioni di vita dei personaggi di La via del tabacco, il cui finale amaro sembra voler sottolineare proprio come non ci sia via di uscita nella condizione di povertà dei contadini del sud.

Personaggi ai limiti del grottesco dalla forte valenza simbolica popolano questo breve ma intenso romanzo. Una trama fortemente allegorica che si stampa nella testa, così come i pochi ma ben delineati protagonisti di questo fortunato libro che non ha nulla da invidiare alle prime produzioni di John Steinbeck (Uomini e topi su tutti), cui si avvicina per carica simbolica, linearità della trama e grottesca tragicità delle situazioni. La via del tabacco è una lettura breve ma di grande spessore, caduta un po’ nel dimenticatoio negli ultimi decenni, ma recentemente ristampata e facilmente reperibile in qualche mercatino dell’usato o sulle bancarelle di qualche venditore rionale.

Erskine Caldwell, La via del tabacco, Roma, Fazi – collana Le Strade, 2011, pp. 217, € 18,50

Alberto Staiz

@AlStaiz

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Una risposta a Lo scaffale dimenticato – ‘La via del tabacco’ di Erskine Caldwell

  1. avatar
    serena 11/01/2014 a 22:18

    Infatti la mia copia de “Il ragazzo di Sycamore” l’ho comprata in un mercatino dell’usato.

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