Live Report – Tiziano Ferro, Stadio Olimpico, Roma

Tiziano Ferro

Foto: ziomuro.wordpress.com

Diversi anni sono passati dal primo tour di Tiziano Ferro, quando uscendo sul palco di uno stadio gremito a Latina, la sua città, l’emozione faceva da padrone! Oggi Tiziano sale sul palco con un sorriso che farebbe sciogliere qualsiasi nodo come neve al sole, un sorriso umile di chi conosce la fatica necessaria per arrivare al risultato.

LO STADIO TOUR A ROMA: AMORE E MAGIA - Amore e magia, sono queste le parole chiave dello spettacolo che ieri sera ha incantato Roma per la seconda volta. La magia di un palco pieno di luci ed effetti speciali: una città che si trasforma continuamente, che caratterizza i brani ma non li invade. L’amore di un pubblico che attende e sostiene un ragazzo di trentacinque anni che ha percorso strade, incontrato volti, affrontato situazioni, tutte scritte nelle sue canzoni e nei suoi occhi. Tiziano Ferro non è Jovanotti: Tiziano non ha una scenografia dirompente, non corre, non salta, non si sbraccia, non gli serve, la sua voce e ciò che esprime arrivano in ogni singolo posto, nella più lontana galleria.  Tiziano, uno dei migliori autori italiani degli ultimi dieci anni è stato aiutato da una band da brivido: Aaron Spears (batterista di Usher); Tim Stuart, chitarrista di Pink e Lady Gaga; Nicola Peruch, tastierista di Zucchero;  Reggie Hamilton fulcro ritmico dell’intero spettacolo con il suo basso; Luca Scarpa e Davide Tagliapietra storici musicisti della gruppo.

«IN AMORE VINCE CHI FUGGE. IO NO» – Uomini, donne, ragazzi e ragazze, nonni, bambini, un pubblico senza età, tutti partecipi in questo scambio d’affetto unico e totale. Il prato si scatena, sulle tribune però tutti restano seduti, quasi incantati: è Tiziano quello che canta senza mai sbagliare una nota, è Tiziano quello che canta successi di quindici anni fa come se fossero stati scritti ieri. Poche parole, tanta musica quella con cui da quindici anni riesce a farsi presenza tra i suoi fan, in L’Ultima Notte al Mondo, l’abbraccio è totale, indissolubile. I ringraziamenti sono affidati ad un testo letto e proiettato sugli schermi che sul finale recita: «In amore vince chi fugge. Io no. Vi amo», lo stadio esplode in un boato, è il suo grazie ad un’artista che ha dato molto, in termini artistici e personali, un ragazzo che merita tutto l’affetto che sta ricevendo in questo tour.

La scaletta:  Xdono – La differenza tra me e te – Troppo buono – Sere Nere – Indietro – E fuori è buio – Imbranato – Il regalo più grande – Scivoli di nuovo – Il sole esiste per tutti – Senza scappare mai più – Stop! Dimentica – Xverso – L’olimpiade – Hai delle isole negli occhi – Ed ero contentissimo – L’amore è una cosa semplice – Ti scatterò una foto – Ti voglio bene – Le cose che non dici – E Raffaella è mia – Rosso Relativo – L’ultima notte al mondo – Per dirti ciao! – Alla mia età – La fine – Lo stadio – Non me lo so spiegare – Incanto.

Serena Prati
@Se_Prati

 

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