Live report – Cristiano De Andrè, Auditorium Conciliazione di Roma

Cristiano De Andrè

Cristiano De Andrè Live

Emozionante come non mai, ieri sera, Cristiano De Andrè che con il suo tour ha stregato Roma. Auditorium Conciliazione non stracolmo ma silenzioso e attento. Ad ascoltare Cristiano una platea eterogenea:  non solo i suoi fan ma anche quelli di Fabrizio, tanti adulti e molti ragazzi, per i quali, un concerto di Cristiano, significa anche poter vivere, per la prima volta, quella magia e quell’intensità che il cognome De Andrè porta inevitabilmente addosso.

DE ANDRÈ & DE ANDRÈ - Due parti: la prima più intima, con i brani del suo nuovo album Come in cielo così in guerra, la seconda piena di energia e di coraggio con i brani di Fabrizio e un De Andrè canta De Andrè che vorremmo non finisse mai. Solo Cristiano può, anche se pagando un prezzo alto in termini di emotività e di carriera, continuare a dare vita a quei brani, solo lui sulle note di Andrea, Un Giudice, Il Pescatore può coinvolgere il pubblico, fallo cantare e ballare, gridare i testi di uno dei più grandi poeti che la musica italiana abbia conosciuto e i suoi. Nella prima parte Invisibili, che è valso al cantautore il Premio della Critica Mia Martini viene accolto con un’ovazione, ovazione anche per Il Cielo è vuoto con il quale Cristiano ha partecipato effettivamente al Festival di Sanremo 2014 vincendo anche  il Premio Sergio Bardotti per i testi.

BELLEZZA, ARTE E POLITICA: PENSIERO DE ANDRÈ - Parla di bellezza, arte, poesia Cristiano De Andrè, manifestando il suo pensiero e le sue idee, poche parole però, un concerto così diviso non riesce a far emergere la sua linea di pensiero. Non può essere spiegato, solo ascoltato. Cristiano lo sa e parla il meno possibile, divide in due il concerto facendo introdurre la seconda parte dalla voce del padre. Ottocento è uno dei momenti più emozionanti: luce sul microfono, la voce di Fabrizio nel teatro e Cristiano lì, a destra,  ad ascoltare, salvo poi entrare in scena in una sorta di duetto virtuale.

UN ARTISTA CHE SI È GUADAGNATO IL SUO COGNOME – Cristiano De Andrè non è la copia di nessuno, è un bravissimo artista, assolutamente non penalizzato dal cognome che porta e che si è saputo guadagnare. Il pubblico di Fabrizio De Andrè conosce il suo valore, al di là del cognome che si trascina dietro, gli vuole bene, lo stima, lo sostiene. Cristiano è un protagonista della scena musicale italiana che porta avanti con orgoglio una tradizione di cui è il degno erede. C’è Genova nei suoi occhi e nella sua voce, c’è l’amore per un mestiere che costa fatica quando è fatto bene.  Notti di Genova, sul finale,  è un colpo cuore e nervi  soprattutto nell’ingresso del ritornello «perché è la vita intera che grida dentro, o forse è il fumo di Caricamento». La stessa Genova di Invisibili e di Invincibili (grande assente nella scaletta). Genova di carrugi e di profumi intensi, Genova di Via del Campo ma soprattutto quella di Creuza de ma.

Cristiano De Andrè

Cristiano De Andrè Live

‘UN COGNOME INSESORABILE’  - È un Cristiano nuovo quello che abbiamo davanti, ha iniziato a credere di più nelle sue potenzialità, nella sua capacità di estasiare ed emozionare il pubblico. Tutto quello che è oggi Cristiano De Andrè è frutto di una vita, racchiuso in queste parole che, qualche giorno fa, ha pronunciato nel corso della presentazione del nuovo cofanetto di Come in Cielo Così in guerra : «Ero orgoglioso del mio cognome, ma mio padre mi ha detto: Se vuoi fare il conservatorio e vuoi seguire le mie orme ti ammazzeranno, non ce la farai. Ma io ho sentito che dovevo farlo perché era importante per me. In casa mia la parola ti voglio bene significava mettersi troppo a nudo. Mio nonno e mio zio erano persone rigide. Ti portavano al limite della sopportazione per provocare una reazione. E qualcosa hanno scatenatoè nato Fabrizio De Andrè e le sue poesie. Ma lui si è anche portato dentro un dolore che era sempre da colmare».

GENIO E SREGOLATEZZA -
 «L’alcool è stato un problema per tanti anni. Io non voglio nasconderlo e non parlarne, perché poi diventa un timbro per un certo tipo di perbenismo. Quando si hanno problemi di questo tipo non si è più considerati: l’unicità, la bellezza, la sensibilità della persona evapora, si diventa un soggetto da scartare ». Ed è proprio qui che volevamo arrivare, Cristiano De Andrè, su un palco, con un chitarrista dal grande talento, Osvaldo di Dio, unico suo punto di riferimento. In scena anche un ottimo batterista e un ottimo bassista. Niente di più. Luisi sarà impegnato con Ligabue, come anche Pezzin ma questo non giustifica nulla. Ha suonato pianoforte, chitarra, violino, riuscendo a dare spettacolo e dando tutto se stesso, Cristiano. Non capiamo quindi, l’assenza di una produzione importante per aiutare nel rilancio un cantautore che merita fiducia e che, soprattutto, merita di essere ascoltato.

Serena Prati 
@Se_Prati 

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2 Risponde a Live report – Cristiano De Andrè, Auditorium Conciliazione di Roma

  1. avatar
    marco 29/03/2014 a 20:05

    Spero che èsca il documentario di Daniele Pignatelli.
    Marco

    Rispondi
  2. avatar
    mariasole 04/04/2014 a 17:19

    il mio patato!!!!!!!!

    Rispondi

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