Litighi col collega? Sfoga la rabbia e diminuisci il rischio di infarto

Secondo studiosi svedesi tenersi tutto dentro fa male al cuore, meglio sfogarsi

di Chiara Campanella

STOCCOLMA – “Mens sana in corpore sano”.  L’ha  scritto Giovenale, poeta  romano del I secolo d.C. ca. nella sua opera letteraria  (Satire), ma con un significato diverso da quello che oggi intendiamo.  Per il retore significava che l’uomo doveva aspirare solamente a due beni, quali l’armonia dell’anima e la salute del corpo, non a ciò che è effimero.  Oggi, invece,  si attribuisce alla frase un senso diverso, intendendo che per aver sane le facoltà dell’anima bisogna aver sane anche quelle del corpo. Oppure ancora, come dice recentemente una  ricerca svedese: per stare bene e in salute bisogna liberarsi di tutte quelle che possono essere le “oppressioni” dell’anima. In che modo? La risposta è molto semplice: basta sfogarsi.

Proprio così, trattenere la rabbia fa male al cuore e aumenta il rischio di infarto.  A constatarlo è il risultato di un lungo studio iniziato nel 1992.  Alcuni ricercatori svedesi hanno iniziato a seguire un campione di  2.755 uomini di età media intorno ai 41 anni che non avevano mai avuto problemi cardiovascolari, chiedendo loro quali fossero gli atteggiamenti più ricorrenti  a fronte di una tensione sul lavoro. Le risposte sono state registrate considerando anche altri aspetti significativi quali il fumo, l’assunzione di alcol, l’esercizio fisico, l’educazione scolastica, la libertà di prendere decisioni sul lavoro, e così via. Dieci anni dopo  gli studiosi, a seguito di un bilancio di dati raccolti, hanno scoperto che 47 individui dei 2.755 iniziali erano deceduti per patologie cardiovascolari o avevano avuto un attacco di cuore. I soggetti colpiti erano proprio quelli che avevano dichiarato di reprimere la rabbia.

Essere silenziosi e soffocare l’ira nuoce alla salute. Il problema non è tanto lo stress di per sé quanto la risposta allo stress che più è silente più è dannosa, raddoppiando le possibilità di malattie cardiache. Spesso, per il quieto vivere, si reprime la rabbia verso i colleghi e il datore di lavoro anche quando si subiscono delle ingiustizie,  ma è pericoloso per la nostra vita.

“Non basta sfogare la rabbia parlandone con altri o facendo sport, bisogna  preservare cuore e coronarie sfogandosi con i diretti responsabili non appena si subisce il torto”, spiega Constanze Leineweber, psicologa dell’Università di Stoccolma e co-autrice dello studio. Le situazioni di conflitto sul posto di lavoro, soprattutto quando non affrontate immediatamente, causano spesso sintomi come mal di testa o mal di stomaco e peggiorano la vita fra le mura domestiche in quanto si rischia di avere degli scatti d’ira con i familiari.

Come riferiscono molti psicologi del lavoro, spesso per  gestire al meglio un conflitto sia in ufficio sia a casa, è necessario assumere uno stile comunicativo “aggressivo”, utilizzato però in maniera positiva, ossia esprimendo le proprie idee e facendosi notare.

778761_heartE’ molto utile in situazioni ambigue o per avere delle conferme.  Il conflitto nasce da due pareri diversi  che inevitabilmente finiscono per scontrarsi. Tuttavia, c’è la nota positiva poiché lo scontro stimola il cambiamento, introduce adrenalina e, in alcune circostanze, aumenta la consapevolezza del proprio ruolo.

Allora si può ipotizzare che le donne abbiano pochi problemi di cuore? Può darsi. La loro reazione allo stress legato ai superiori di lavoro sembra essere molto differente rispetto a quella degli uomini. Quando sono in presenza di un capo autoritario e opprimente, le donne reagiscono infatti in maniera migliore e tendono ad essere meno afflitte dallo stress:  sono più comunicative e più istintive.

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