Litigare accorcia la vita: uomini e i disoccupati i più a rischio

Preoccupazioni e conflitti causati dal partner e dai figli aumentano il rischio di morte per ogni tipo di causa (donna.nanopress.it)

Preoccupazioni e conflitti causati dal partner e dai figli aumentano il rischio di morte per ogni tipo di causa (donna.nanopress.it)

La notizia arriva dalla Danimarca: litigare accorcia la vita. Litigare danneggia se stessi oltre che influenzare negativamente le relazioni e l’umore di chi ci circonda. L’invito a mantenere la calma per vivere più a lungo è rivolto principalmente agli uomini e ai disoccupati i più sensibili alle pressioni esterne. Pare che raggiunta la mezza età convenga deporre l’ascia di guerra e pacificarsi, abbracciando approcci alla vita più tranquilli, sperimentando nuove modalità relazionali non solo con chi ci sta particolarmente a cuore, quindi partner, genitori figli e parenti di ogni grado, ma anche con vicini di casa e colleghi, col postino e con il panettiere insomma con chiunque ci rapportiamo quotidianamente e rientri nella nostra cerchia sociale. Litigare raddoppia, ma può arrivare addirittura a triplicare, il rischio di morte.

LO STUDIO DANESE CHE INVITA ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI RELAZIONALI – Lo studio dell’università di Copenaghen, pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, che ha portato alla rivelazione “litigare accorcia la vita” ha considerato un campione di 10.000 uomini e donne di età compresa fra 36 e 52 anni. Questi sono stati intervistati quotidianamente per 11 anni, dal 2000 fino al 2011, sulla qualità delle proprie relazioni sociali nella vita di ogni giorno ed è emerso che escludendo i fattori anagrafici, sociali e sanitari, preoccupazioni e conflitti causati dal partner e dai figli sono associati a un aumento del rischio di morte per ogni tipo di causa.

Secondo gli autori della ricerca sono numerosi i fattori che possono contribuire ad aumentare le tensioni relazionali e che quindi possono avere una forte incidenza sul rischio di morte. Primo fra tutti la frequenza dei litigi, poi anche un fenomeno molto comune di questi tempi, l’assenza di lavoro e infine anche il carattere e la personalità di ciascuno potrebbero avere influenza sull’effetto della lite. Ebbene, in queste condizioni il rischio di morte può aumentare dal 50 al 100% e a pagare più maggiormente lo stress legato alla vita relazionale sono gli uomini che risultano essere più vulnerabili alle pressioni della partner e più in generale alle pressioni provenienti dall’esterno. Quindi, in generale, la capacità di gestire i conflitti interpersonali potrebbe ridurre le morti premature associate allo stress delle relazioni sociali.

Gestire i conflitti di coppia e interpersonali può ridurre le morti premature associate allo stress delle relazioni sociali. Mr e Mrs Smith ne sono un esempio (it.wikipedia.org)

Gestire i conflitti di coppia e interpersonali può ridurre le morti premature associate allo stress delle relazioni sociali. Mr e Mrs Smith ne sono un esempio(it.wikipedia.org)

I LUOGHI COMUNI SULLE RELAZIONI MOVIMENTATE – I risultati emersi da questo studio andrebbe a sfatare i miti sulle relazioni agitate. “L’amore non è bello se non è litigarello” è uno dei proverbi più conosciuti e citati di ogni tempo che poi diventò anche una canzone interpretata da Jimmy Fontana e che andrebbe messo nel dimenticatoio perché il recente studio danese gli farebbe perdere un po’ del suo smalto. Ma anche “i conflitti fortificano la coppia”, “le coppie litigiose sono quelle più durature” o “anche è bello litigare per poi far pace”. Secondo questo studio l’atteggiamento aggressivo nuoce principalmente chi lo mette in pratica e oltre che il suo destinatario e soprattutto aumenta il rischio di morte.

Antonella Nalli

@a_enne_ti

Foto: donna.nanopress.it, meteoweb.eu, it.wikipedia.org

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