L’Italia di Le Corbusier in mostra al Maxxi

Le Corbusier, progetto per il Centro Calcolo elettronico Olivetti a Rho, 25 marzo 1963

Roma – Forse conosciuto più come architetto e urbanista, Le Corbusier è stato anche uno scultore e pittore eccellente. Geniale pensatore del suo tempo, padre della moderna urbanistica e maestro del Movimento Moderno con Mies van der Rohe, Gropius, Lloyd Wright e Aalto: è Le Corbusier, dal 1920 pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret. A lui il MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione dedica la mostra L’Italia di Le Corbusier a cura di Marida Talamona.

Realizzata con la Fondation Le Corbusier di Parigi, l’esposizione si avvale del supporto di un consiglio scientifico composto da alcuni dei massimi esperti della vicenda lecorbuseriana.

Dal 18 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013 è possibile approfondire la conoscenza dell’artista attraverso 600 disegni, schizzi, acquerelli, dipinti e fotografie originali che documentano le molteplici influenze che l’Italia ha avuto sulla formazione e sul lavoro del maestro svizzero, naturalizzato francese.

La ricca esposizione accompagna il visitatore in un percorso che segue un filo cronologico e tematico che parte dai primi viaggi agli inizi del Novecento ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia degli anni Sessanta.

Il percorso di mostra si snoda tra documenti diversi, testimonianze di viaggi, studi, scambi culturali e aspirazioni personali, dagli schizzi dei monumenti italiani sui carnets de voyage alla riproduzione settecentesca della pianta di Roma Antica di Pirro Ligorio della quale Le Corbusier riprodusse un frammento per illustrare la sua Leçon de Rome, dalla corrispondenza con Pier Luigi Nervi ai sei grandi fogli con disegni schizzati durante la conferenza di Milano nel giugno 1934 a documentare la complessa formazione “italiana” dell’architetto, nutrita da un’approfondita esperienza diretta e dagli studi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

Un ricco apparato fotografico accompagna la mostra offrendo una lettura integrata di un Le Corbusier meno noto, nel dialogo che instaura con gli artisti e gli architetti suoi contemporanei, restituendo la completezza della sua statura intellettuale e l’eccezionalità del suo pensiero.

L’allestimento, a cura di Umberto Riva, è un raffinatissimo omaggio al Maestro da un grande architetto italiano: la narrazione è scandita da un susseguirsi di pareti in tavolato di legno delineando un percorso espositivo che dialoga al tempo stesso con gli straordinari disegni lecorbuseriani e con l’architettura contemporanea del MAXXI. Da non perdere poi la sezione dedicata a Le Corbusier pittore: i suoi dipinti degli anni del Purismo sono messi a confronto con i quadri di Carlo Varrà, Giorgio Morandi e Gino Severini.

«Il MAXXI Architettura – dice il Direttore Margherita Guccione – prosegue l’indagine su temi, forme e figure del XX e XXI secolo. In questo caso la scelta del rapporto tra Le Corbusier e l’Italia è una chiave di lettura che restituisce la poliedricità, molto contemporanea, della sua figura: architetto, urbanista, designer, pittore, scultore e homme de lettres ha letteralmente rivoluzionato il modo di pensare l’architettura investendo con la sua lezione l’intero pianeta».

L’Italia di Le Corbusier racconta soprattutto di un architetto disegnatore, che annota e commenta con occhio critico il passato e le città italiane, osservandole come materia viva, come una permanenza che prevarica il tempo. Insomma architettura ma anche arte nel portfolio di Le Corbusier che non a caso diceva che «L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi».

L’Italia di Le Corbusier

MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
Roma, Via Guido Reni, 4/A

martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica 11.00-19.00
sabato 11.00-22.00

Dal 18 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013

Informazioni: www.fondazionemaxxi.it

Natalia Radicchio

Foto via www.abitare.it

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