Liste pulite. Pronto il decreto incadidabilità. Incertezza sui tempi di interdizione

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Annamaria Cancellieri

Roma – Poco ancora e il decreto legislativo sulle nuove norme che dovrebbero rendere effettiva l’incandidabilità dei condannati sarà varato.

Secondo Tmnews, il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, avrebbe annunciato ieri in Quirinale che la norma sarebbe arrivata a buon punto dell’iter legislativo. Mancherebbero ancora poche modifiche che, si prevede, saranno sbrigate tra oggi e domani dallo stesso ministro Cancellieri, il Guardiasigilli Paola Severino e il responsabile della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi. Terminato il suo iter, il testo sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio il quale lo sottoporrà all’esame del consiglio dei ministri.

Ricorda ancora Tmnews che nel caso di decreti legislativi, le commissioni competenti sul tema – Affari Costituzionali e Giustizia – avranno 60 gironi per esprimersi in materia. Se non vi saranno intoppi, il provvedimento dovrebbe entrare in vigore nel giro di un paio di mesi. Ovvero tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, periodo nel quale si giocheranno le votazioni regionali in Lombardia, Lazio, Molise. Mentre poco dopo sarà la volta, in aprile, delle politiche 2013.

Il decreto “liste pulite” riguarderebbe le amministrazioni soprattutto locali. Il corriere.it riporta alcuni esempi sulla struttura della legge. A partire dal dato principale: se un dirigente di sede pubblica (mettiamo un assessore) a un anno non potrà assumere incarichi dirigenziali nello stesso ente pubblico. Ancora: si vieta la candidatura a coloro su cui pesano condanne definitive superiori ai due anni per reati di grave allarme sociale e contro la pubblica amministrazione. Incerta , invece, è la durata dell’incandidabilità. Cosa che dipende solo dal peso delle sentenza. Se – riporta ancora corriere.it – il giudice non ha inflitto al condannato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, significa che il condannato prima o poi tornerà candidabile. Da qui, i dubbi ancora non risolti sulla tempistica dei divieti.

Ma il dubbio genera a sua volta altre prospettive. Per esempio, se l’interdizione del condannato non è a vita esso, a pena scontata, potrebbe essere nuovamente candidabile. La riabilitazione includerebbe tutti, anche i condannati per reati gravi come il terrorismo.

Altra faccenda, invece, per la frode fiscale che non appare, al momento, tra i reati per l’interdizione alla candidatura. Mancanza che potrebbe essere risolta ampliando i provvedimenti sugli allarmi sociali anche alle frodi fiscali. Insomma, il tavolo è ancora aperto.

Chantal Cresta

Foto || corriere.it

 

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