L’Inghilterra non digerisce il McItaly

Il Guardian bacchetta Zaia: “Tradimento nazionale”. La replica del Ministro: “Stalinisti, li convinceremo”

di Francesco Guarino

Per onestà alimentare questo articolo non dovrebbe neppure essere qui. Se una rondine non fa primavera, un grande chef non basta di certo a fare di una nazione la patria del gusto, ma tant’è. Cavalcando la scia di Gordon Ramsay, geniale quanto isterico chef d’oltremanica – famoso in Italia per il suo reality culinario Hell’s Kitchen, trasmesso di recente sulle reti del bouquet Sky – gli inglesi credono probabilmente d’essere diventati all’improvviso cultori del mangiar bene e detentori del segreto unico di coltello e forchetta. Poco importa se, come nel caso in questione,  le posate servano a ben poco e sia necessario per lo più sporcarsi le mani tra hamburger e salse.

Il Guardian, autorevole voce britannica del dissenso anti-belpaese, ha stavolta indirizzato i suoi strali contro l’operazione di italianizzazione del marchio più americano che c’è, il McDonald’s. Agli inglesi, e soprattutto al critico gastronomico Matthew Fort, sembra proprio non essere andata giù l’iniziativa del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia, che ha lanciato pochi giorni fa una serie di prodotti contraddistinti dal marchio McItaly, già disponibili nei punti vendita del colosso a stelle e strisce. Due panini ed un’insalata sui quali vige la garanzia della genuinità e dell’italianità al 100% degli ingredienti. “Un atto mostruoso e un tradimento nazionale”, è questa l’accusa del quotidiano inglese nei confronti di una iniziativa che romperebbe qualsiasi legame con la tradizione italiana votata allo slow-food di qualità.

STALINISMO ALIMENTARE - Non si è fatta attendere la replica del ministro leghista, che per l’occasione ha smesso i toni pacati che lo contraddistinguono ed ha sfoderato lo spirito da camicia verde di Pontida: “La sinistra e i suoi megafoni continuano ad abbaiare alla luna, sempre più lontani dai reali problemi e chiusi nella loro sterile ortodossia mentale, che danneggia ogni tipo di sviluppo e ostacola una visione chiara della realtà. Con rammarico, vogliamo dare una brutta notizia a questa sinistra: Stalin è morto. E siamo certi che non  si è mai seduto in un McDonald’s, cosa che invece fanno migliaia di ragazzi europei tutti i giorni”.

Il Ministro Luca Zaia

Una risposta  che ha poco di alimentare e molto di politico, ma d’altronde è difficile nascondere il risentimento dell’intero  centrodestra nei confronti del Guardian. Il newspaper è infatti stato protagonista di una lunga serie di attacchi al Governo Berlusconi negli ultimi mesi, culminati con la pubblicazione di una lettera del leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, mentre era in pieno svolgimento il G8 a L’Aquila.

QUALITA’ E LIQUIDITA’ - Sicuramente più convincente Zaia quando affronta il tema economico: se dal punto di  vista della godibilità alimentare il risultato concreto dell’operazione è al momento rivedibile – il panino all’olio sembra essere NELL’olio, la crema di carciofi è talmente delicata che si fatica persino a sentirne il sapore e la fettina di Asiago dopo la breve cottura sembra un foglio di acetatola partnership con McDonald’s porta immediatamente a due risultati di indubbio spessore: il primo è l’innesto della qualità di prodotti garantiti di origine italiana al 100% in un oligopolio alimentare made in USA, in cui da sempre essere fast conta più della bontà del food; il secondo, che sicuramente sta più a cuore a tutti, è l’iniezione di fiducia e di liquidità nelle aride vene del settore primario, falcidiato come pochi dalla crisi economica. Un gettito stimato in circa tre milioni e mezzo di euro al mese, che magari non saranno la soluzione a tutti i mali, ma di certo rappresentano una bella boccata d’ossigeno per gli addetti ai lavori. Una strada, quella della partnership con le multinazionali, che sembra essere percorribile su diversi fronti del nostro variegato panorama agricolo ed alimentare. A patto, si badi bene, che siano sempre garantite qualità e provenienza dei prodotti, e che non si ecceda in speculazioni dal sapore meramente mediatico.

Come dire: respingiamo al mittente le accuse (che provengono pur sempre da chi fa colazione con eggs and bacon), ma guai a correre il rischio di doverci imbattere in una McPizza o in una McAmatriciana…

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