L’indie “dream-pop” rock si chiama The XX. Made in England

Nel sud est di Londra, l’indie “dream-pop” rock conferma le sue oscure, sognanti melodie di un gruppo di giovani 20enni che con forza si sta pian piano imponendo in Europa come una delle piú convincenti novitá

di Andrea Emma

Il loro nome è The XX, e dalla copertina dell’omonimo album subito si capisce che il prodotto è un’incognita, una scommessa e una conferma di un sound che funziona, che è vendibile e che ha un suo timbro e un suo perchè.

Certo il discorso è diverso quando, nelle strade di Londra, giovani musicisti talentuosi come The XX si incrociano e si scambiano suoni, pelle e sudore in studi e in notti di armonie e arrangiamenti made in England con nomi quali Hot Chip e Four Tet. Dai banchi di scuola, ai banchi di regia…in sala di registrazione.
The XX è una band nata nel 2005 e, fino ad allora, ha riscosso le sue conferme nel circuito nazionale e locale, tra radio e concorsi. Ben presto hanno scalato posizioni  dopo essere stati accolti nelle grazie di iTunes UK, che li ha promozionati come band e consacrati inserendo nella categoria “Single of The Week”  il brano “Crystalized”, primo singolo pubblicato come promo dell’album “XX”, che tra l’altro è anche la loro prima produzione studio.

L’album si mastica facile, 11 brani dalle sonoritá leggere, con un uso cosciente e responsabile di drum-machine e sonoritá sintetiche e melodiche, forse in certi versi un po’ troppo “Cure” ma a volte ben sposate con la cornice e l’aria che generano.

Soffermarsi su questo disco è l’assaporare i sussurri cantati di Romy Madley Croft, dolcissima cantante del gruppo, di corde stridenti, lontane e a volte anche “stonate” come in Shelter..dove dinamiche e pause miste a silenzi rilasciano “endorfiniche” piccole gocce di serena armonia.

Le influenze “electro” si possono risentire in pezzi come VCR, dove Four Tet/Hot Chip probabilmente ci hanno messo un paio di orecchie… Dietro i silenziosi delay e ambientazioni profonde di Infinity si nasconde lo stile di questi ragazzi che hanno tutta la voglia di continuare a dare una buona motivazione per continuare ad ascoltarli. Soprattutto con Basic Space e i suoi allegri giochi di colori armonici, di slide di bassi, riff di chitarre saltellanti e voci ovattate e pulite che quasi ti sono accanto.

Per ora un buon incoraggiamento sarebbe farli girare nelle nostre casse, e lasciarli galleggiare un po’ per vedere che aria tira, magari lasciandosi come ultimo pezzo Night Time che sale silenziosa e si impone come un’alba.

E visto che ci siete, date un’occhiata al sito che non è niente male…soprattutto la sezione “VIDEO“.

Buon ascolto…

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