L’imbarazzante concorso Miss Università voluto dalla Sapienza di Roma

Ora ci è chiaro perché le università italiane versano in condizioni pietose: i rettori hanno deciso di investire sul botulino con Miss Università

Il volantino del concorso Miss Università istituito dalla Sapienza di Roma (www.today.it)

Il volantino del concorso Miss Università istituito dalla Sapienza di Roma (www.today.it)

ROMA – Lo scorso 6 maggio si è svolta la prima elezione nazionale del concorso Miss Università 2015, la studentessa più bella e sapiente degli Atenei italiani. A presiedere la giuria, il Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio. In giuria, tra gli altri – qualche giornalista, qualche professore, di cui uno dell’Università Cattolica di Milano, un giudice – c’era anche un chirurgo plastico del centro La Clinique di Roma Eur. Proprio La Clinique, sponsor ufficiale dell’evento, ha consegnato un coupon omaggio proprio per quel centro estetico a tutte le concorrenti. Ora ci è chiaro perché le università italiane versano in condizioni pietose: i rettori hanno deciso di  investire sul botulino.

ED È GIÀ POLEMICA – A vincere il concorso è stata la diciannovenne Valeria Belvedere, che è stata giudicata non solo per le sue doti fisiche, ma soprattutto per la media dei suoi voti e per il numero di esami sostenuti. Dunque una Miss Università bella e brava. Ma perché, visto che anche gli antichi dicevano che la bellezza va di pari passo con la sapienza, non si è costituito un concorso anche per Mister Università? A chiedercelo, non siamo i soli: anche Barbara Mapelli, pedagogista e scrittrice, sulle pagine virtuali del blog del «Corriere della Sera», la 27esima ora, scrive: «Certamente la serata e l’evento, che appare ben congegnato e quindi con alle spalle una laboriosa preparazione, ci pone inevitabilmente qualche interrogativo, di spessore variabile, dai più semplici ai più complessi. Il primo è senz’altro immediato e naturale e richiede una riflessione che desidero proporre a tutte e tutti: perché Miss Università e non, anche, Mister Università?».

Valeria Belvedere, vincitrice del concorso (www.noiroma.tv)

Valeria Belvedere, vincitrice del concorso (www.noiroma.tv)

Patrizia Tomio, presidentessa della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle università italiane, ha detto: «Mentre gli organismi di parità e le/i delegate/i del rettore/rettrici per queste tematiche svolgono un quotidiano e faticoso lavoro all’interno degli atenei, impegnandosi sul piano scientifico, didattico e culturale, per promuovere il superamento delle asimmetrie nella rappresentanza di genere, nella formazione, nelle carriere all’interno dell’università, ci troviamo di fronte a manifestazioni che sembrano rimettere in discussione quanto realizzato in questi anni, lo sforzo per rimuovere stereotipi, il dialogo con la componente studentesca per una sensibilizzazione su questi temi. Prendiamo atto, con comprensibile rammarico, del coinvolgimento dei vertici di una grande università in questa iniziativa e ve ne diamo notizia, anche per raccogliere suggerimenti per una presa di posizione pubblica da parte della conferenza nazionale, eventualmente anche presso la Conferenza dei rettori delle università italiane».

E, ancora, ecco le parole di Chiara Lalli, bioeticista, sulle pagine di «Internazionale»: «È senza dubbio interessante che l’università Sapienza e i prestigiosi componenti della giuria abbiano promosso e partecipato a una iniziativa esteticamente imbarazzante, concettualmente molto dubbia e strategicamente fallimentare. Se l’intento era “pubblicitario”, non solo si è scelto lo strumento peggiore possibile, ma sembra pure che in pochi si siano accorti del “prestigioso evento”».

Le Winx sono un classico stereotipo di genere: adolescenti normali che si trasformano in fatine tutte trucco, tacchi e minigonne (www.blog.crescerebene.com)

Le Winx rappresentano un classico stereotipo di genere: adolescenti normali che si trasformano in fatine tutte trucco, tacchi e minigonne (www.blog.crescerebene.com)

CONCLUSIONI – Dall’evento si evince soprattutto questo: il percorso educativo e formativo offerto alle bambine in Italia è molto chiaro. Da piccole si offrono loro edizioni glitterate e infiocchettate delle favole classiche, cosicché queste piccole donne sognino di diventare principesse bellissime. Poi si passa alla figura della maga/fatina, alle Winx e, infine, al modello per eccellenza: la showgirl. Gli stereotipi sessuali di cinquant’anni fa sono tornati prepotentemente alla ribalta: invece di far sapere alle ragazze che esistono centinaia di migliaia di donne nel mondo che lavorano, gestiscono aziende, coltivano la terra, girano film, progettano edifici, ricercano nuovi medicinali, facciamo sapere loro che è stato istituito di nuovo il concorso per diventare Miss Università.

Mariangela Campo

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2 Risponde a L’imbarazzante concorso Miss Università voluto dalla Sapienza di Roma

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    L'Ultimo Tabù 30/05/2015 a 09:14

    Ma perché, soprattutto alle donne non scandalizza un aspetto dell’università di cui non si parla mai, di cui si preferisce tacere?
    Le violenze alle matricole considerate come scherzi! Bizutage, hazing, Goliardia. ecc. Mi rispondete per favore??????

    E vittime sono spesso anche ragazze!

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  2. avatar
    sara 05/06/2015 a 16:18

    nemmeno io che ero ignorantella ho partecipato mai a quei concorsi da demente sebbene consigliata da tante amiche ragazzi etc..il cervello anche se non aveva studiato ci arrivava era una fiera per mentecatte..a distanza di tanti anni non mi spiego come chi studia possa conciliare apertura mentale data dallo studio e sfilare a culo all’ aria davanti a dei vecchi che giudicano..boh..bei passi avanti..per me quelle non sono studentesse saranno le sciampiste della moglie del rettore

    Rispondi

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