Ligabue a Salerno: la bella scusa del rock ‘n’ roll

Il Mondovisione tour 2014 di Ligabue fa tappa a Salerno: 2 ore e mezza di suggestioni musicali e visive. Scaletta e foto del concerto

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Luciano Ligabue sul palco di Salerno (Francesco Guarino – Wakeupnews.eu)

I capelli iniziano ad imbiancare, ma alle fan importa poco: quando Ligabue sul palco dello stadio Arechi di Salerno si toglie la giacca di jeans, l’urlo senza età “anche la maglia” strappa un sorriso nel prato stracolmo. Sono in 30 mila o giù di lì a far festa per la tappa campana del Mondovisione tour e il Liga non ne delude neanche uno: quasi 2 ore e mezza di rock alla sua maniera. Cori e riflessione, emozioni visive e commozioni visibili.

IMPATTO VISIVO - La macchina scenica è collaudata sin dall’esordio dell’Olimpico di Roma a fine maggio, ma stupiscono ugualmente l’imponenza del maxischermo curvo e l’alta definizione delle grafiche. Soluzioni sceniche capaci di raccontare storie a 180° di visuale, senza scontentare nessuno sulle tribune e talvolta – come ne Il sale della terra – quasi rubando la scena a Ligabue per farsi leggere e ammirare, con i dati degli sprechi politici e della giustizia che scorrono vorticosi ma leggibili, intervallati dello stupefacente effetto “pixelato” live. Una lunga passerella, che culmina con un globo imbottito di luci, collega il main stage con il centro del prato. Il Liga non si tratterrà nel dispensare passeggiate nel cuore dei fan dello zoccolo duro.

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Il maxischermo del Mondovisione Tour 2014 (Francesco Guarino – Wakeupnews.eu)

BAND E SCALETTA - La formazione sul palco è quella leggermente rivisitata annunciata ad inizio stagione: l’addio di Rastegar al basso lascia spazio all’ottimo e sempre sorridente Pezzin, una sola tastiera affidata al produttore di Mondovisione e uomo di fiducia Luciano Luisi (niente Josè Fiorilli), le due chitarre Poggipollini e Bossini, il pirotecnico Michael Urbano alla batteria. Nella scaletta fanno ovviamente la parte del leone i brani dell’ultimo album Mondovisione (ben 11, più la strumentale Il suono il brutto e il cattivo come intro del concerto. Resteranno fuori solo l’altra strumentale Capo Spartivento e La terra trema amore mio). In totale saranno 27 i brani suonati (29 se si conta separatamente il medley cantato dal pubblico): tanta roba. L’apertura è letteralmente per “il cerino sfregato nel buio” de Il muro del suono, che appare a più riprese sul maxischermo a dare il via alla festa.

IL POPOLO DEL LIGA - Perché quando c’è Ligabue sul palco, parlare di concerto è quasi improprio. Ed è improprio farlo per “colpa” del popolo del Liga, uno dei più eterogenei e “puliti” agglomerati di fan del panorama musicale italiano. Giovanissimi al primo concerto e veterani in doppia cifra di live del rocker di Correggio; famiglie e coppie, amici di vecchia data e nuove conoscenze da transenna. I duri e puri rimproverano a Ligabue di aver perso il suono “sporco” delle origini e la dimensione testuale da borgo di Correggio: critiche leziose. Impossibile chiedere all’ormai 54enne Luciano Ligabue di continuare a recitare la parte dell’eterno giovane, senza rischiare di diventare l’imitazione di se stesso. A parte qualche concessione eccessivamente pop (l’inascoltabile Tu sei lei, confezionata troppo ad hoc sulle ugole under 15) Mondovisione si conferma anche dal vivo album molto vario ed interessante.

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Effetti visivi e suggestioni durante “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo” (Francesco Guarino – Wakeupnews.eu)

IL CONCERTO - Come i primi ascolti avevano suggerito, Per sempre e Ciò che rimane di noi sono i brani più riusciti dell’album, e si confermano tali anche dal vivo. Ligabue si mette letteralmente a nudo nella bella ballata al numero 10 della tracklist di Mondovisione, facendo scorrere davanti agli occhi del pubblico foto in bianco e nero della propria infanzia e della famiglia Ligabue: padre, madre e fratello. Un’operazione amarcord bissata nello splendido maxi-carillon di Ho messo via. 

ISTANTI DA RICORDARE - Momenti da portare impressi nella mente o nelle foto sui supporti digitali a vario titolo (a proposito: voi che fotografate coi tablet, siete ridicoli) ce ne sono a bizzeffe. L’intermezzo Bar Mario firmato dal manager Claudio Maioli nelle vesti di cameriere e tergisudore, l’amarcord di Bambolina e Barracuda, il suggestivo reticolato digitale su Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, che reinterpreta alla lettera il titolo del brano. Ed ancora la nevicata dal globo della passerella su La neve se ne frega, il medley Un colpo all’anima-Tutti vogliono viaggiare in prima-Marlon Brando è sempre lui affidato ale voci del pubblico e gli immancabili inni rock Balliamo sul mondo e Urlando contro il cielo. Menzione d’onore per l’altra evergreen Piccola stella senza cielo, riproposta a sorpresa nell’arrangiamento originale del 1990.

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Saluti finali: da sinistra Niccolò Bossini, Luciano Luisi, Luciano Ligabue, Federico Poggipollini, Michael Urbano e Davide Pezzin (Francesco Guarino – Wakeupnews.eu)

I bis sono l’ultima altalena di emozioni: la rabbia di Quella che non sei, l’inno Certe notti e la orecchiabile chiusura “giustificativa. Una canzone per concludere il concerto che, sottolinea Ligabue dal palco, è anche un po’ la spiegazione del perché ci si ritrovi ancora una volta a sudare, cantare e ballare ai piedi di uno dei timidi (così si definisce Luciano Ligabue, ndr) più sfacciati della storia della musica italiana. Con la scusa del rock ‘n’ roll.

LIGABUE, CONCERTO STADIO ARECHI SALERNO 23 LUGLIO 2014: LE FOTO

LIGABUE, CONCERTO 23 LUGLIO 2014 STADIO ARECHI SALERNO: LA SCALETTA

  • Il muro del suono
  • Il volume delle tue bugie
  • Happy hour
  • Ho messo via
  • Ciò che rimane di noi
  • Nati per vivere
  • Sulla mia strada
  • Il giorno di dolore che uno ha
  • Siamo chi siamo
  • Non è tempo per noi
  • Balliamo sul mondo
  • Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
  • Bambolina e barracuda
  • Per sempre
  • L’odore del sesso
  • Urlando contro il cielo
  • La neve se ne frega
  • Un colpo all’anima – Tutti vogliono viaggiare in prima – Marlon Brando è sempre lui medley cantato dal pubblico
  • Tu sei lei
  • A che ora è la fine del mondo?
  • Piccola stella senza cielo
  • Il sale della terra
  • Il meglio deve ancora venire
  • Tra palco e realtà

Bis

  • Quella che non sei
  • Certe notti
  • Con la scusa del rock ‘n’ roll

 

Francesco Guarino
@fraguarino

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