‘Life Love and Hope’: troppa buccia e poco succo per i Boston

Life Love and Hope

La copertina di Life Love and Hope (amazonaws.com)

 

Life Love And Hope è il nuovo disco partorito da casa Boston, uscito lo scorso 3 dicembre dopo undici anni dall’ultimo e discusso album, intitolato Corporate America.

LA LUNGA STORIA DEI BOSTON - Nati nel lontano 1976, i Boston hanno raggiunto il successo grazie ai lavori degli esordi che hanno sfornato tormentoni ancora oggi radicati nella memoria collettiva come More Than a Feeling o Peace of Mind. Rallentati da svariate implicazioni in controversie legali e cambi di line-up, i Boston raggiungono con Life Love And Hope il sesto album in quasi quarant’anni di carriera, privati purtroppo della verve delle origini e della iconica voce di Brad Delp, storico frontman della band deceduto nel 2007. I Boston, assieme a band del calibro di Journey o REO Speedwagon, hanno mantenuto le redini del classic rock durante la fine degli anni settanta e gli inizi degli ottanta, proponendo un sound elegante ma energico che ha egregiamente tenuto testa alla disco dance all’epoca diffusasi a macchia d’olio fra i giovani.

UN ALBUM ASSONNATO - Life Love And Hope rinuncia alla tenacia del glorioso passato per entrare in una dimensione più mesta, anonima e alquanto insipida. Tom Scholz, unico membro fondatore rimasto a tramandare l’eredità della band, è celebre per la sua mania di perfezionismo che ha portato i Boston a produrre pochissimi dischi in un arco temporale dilatato.

I DISCHI DEL PASSATO - A partire da Third Stage del 1986, i Boston si avviano sempre più verso il mondo dell’elettronica, abbandonando quell’aura semplice e poetica che li ha caratterizzati dieci anni prima. La loro precoce perdita di identità è causata dal celere abbandono dei componenti storici che lasciano a Scholz il comando. Perso nella ricerca di suoni innovativi e idee convincenti  per il grande pubblico, il musicista ha compiuto grandi sforzi diventando polistrumentista per ovviare alle cocente perdita dei validi compagni. Con Walk On del 1994, fatta eccezione per l’omonimo brano che appare vestito di un rock più duro, i Boston incappano in un trasformato stile che invade l’ascolto di romanticismo e una pesante dose di orecchiabilità. Confrontando Life Love and Hope con quel Boston del 1976 che ha mantenuto il podio delle hitlist per più di cento settimane, le differenze che scaturiscono dall’analisi dei due spunti creativi sviluppati appaiono allarmanti, deludendo le speranze dei fan che avrebbero aspirato a un ritorno in pompa magna della band.

Life Love and Hope

Tom Scholz, chitarrista e ormai unico membro storico dei Boston (soundosund.com)

DENTRO LIFE, LOVE AND HOPE - Simile formalmente a Corporate America, il retrogusto di Life Love And Hope si avvicina più a quello di una minestra riscaldata piuttosto che a un piatto succulento. Proprio dal penultimo disco i Boston estrapolano tre brani per riproporli conditi con la stessa salsa: Didn’t Mean To Fall in Love, Someone e You Gave Up On Love vengono domate da un’indole intimistica e tendente al vasto calderone pop. I brani si sciolgono in un ripetitivo tempo binario che si accinge a dipingere un quadro dai colori tenui raffigurante un hard rock depurato da ogni istinto propositivo. Non mancano numerose serie di ritornelli plurivoci, spesso lasciati ai virtuosismi di giovani cantanti femminili come in If You Were in Love.

Heaven On Earth segue le trame dell’hard rock classico degli anni ottanta, pur mostrandosi spenta sotto luci soffuse e poco nette.  Posto come netto il totale allontanamento dai punti focali che hanno connotato i primordi dei Boston, Life Love And Hope straripa in terreni dove sono fioriti nuovi generi. Dopo  il buon discorso di pianoforte della strumentale Last Day Of School, l’album affonda le radici nel punk con i forti riff di Someday mentre sfiora sonorità dal tocco dubstep in Sail Away. L’atmosfera si risolleva leggermente dal letargo con Life Love And Hope, titletrack del disco che rievoca il lustro delle origini.

POCHI CONTENUTI PER GRANDI PROPOSITI - Life love and Hope contraria le aspettative dei fan più affezionati che, pur mantenendo nel cuore il ricordo di un passato fatto di lustrini e ricchezza espositiva, restano disorientati dalla vacuità melodica del disco e dal pensiero ingarbugliato e inconcludente che conduce. L’esperienza pluriennale di Tom Scholz che ha saputo elevare i giovani Boston ai livelli massimi delle loro capacità, avrebbe dovuto garantire oggi una produzione musicale di stimabile valore piuttosto che dar vita a un disco dalla dubbia qualità, destinato a cadere in breve tempo nel dimenticatoio. Considerando la longevità dei Motorhead che, seppur quasi coetanei ai Boston, hanno dimostrato con Aftershock di avere ancora qualche colpo in canna, Life Love And Hope non rispecchia le pregresse potenzialità della band. Con qualche nota positiva dispersa confusamente fra le tracce, il disco, rapportato al retaggio di una band che ha fatto davvero faville, regala all’ascoltatore ben poche emozioni e profonde perplessità.

Foto preview: classicrockmagazine.com

Rachele Sorrentino

 @rockeleisrock

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