Libriuniamoci – 150 anni di Unità d’Italia e di libri

«Specchiarci in noi stessi e ripercorrere le tappe che ci hanno portato fin qui può essere a tratti difficile e non sempre gratificante; ma una lettura disincantata (e non necessariamente priva d’orgoglio) della nostra breve storia d’italiani dobbiamo permettercela. Forse non basta a risolvere i problemi che ci stanno davanti, ma serve». (Dalla prefazione di Francesco De Gregori).

Viva l’Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione è l’azzeccato titolo dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo. Azzeccato un po’ perché negli ultimi tempi l’amor patrio è raro, un po’ perché esprime perfettamente lo spirito del sacrificio di chi l’Italia l’ha fatta e di chi l’ha difesa, di chi è morto con proprio quelle parole sulle labbra.

Il libro di Cazzullo è un viaggio nella storia del nostro Paese, nei momenti più violenti e difficili dell’Italia, che stranamente coincidono con i momenti in cui gli italiani hanno dato il meglio.

Le prime pagine di Viva l’Italia! ospitano la prefazione di Francesco De Gregori, autore della contestata canzone Viva l’Italia! a cui il libro strizza l’occhio, capace di creare un ritratto molto verosimile di come la società italiana viva la propria storia quasi con vergogna, intrappolata in categorie politiche per cui la Resistenza è una cosa di Sinistra, mentre il Tricolore e l’Inno sono da fascisti e reazionari.

Dopo un primo capitolo in cui Cazzullo prepara il lettore e anticipa le avventure dei patrioti che racconterà in seguito, il Risorgimento giunge dirompente a svegliare gli animi con le gesta di uomini e donne italiani ancor prima che l’Italia nascesse.

I capitoli successivi sono dedicati alle due Guerre mondiali e a chi le ha combattute:  italiani di ogni estrazione sociale, credo politico, professione, civili e militari, intellettuali e contadini, uomini e donne. Un racconto che introduce una serie di considerazioni sui nostri giorni, sul nostro modo di essere italiani un po’ per “approssimazione”.

Nell’ultima parte del libro viene presentato il nuovo pericolo per l’unità del nostro Paese, un pericolo che viene dall’interno e che cerca in tutti modi di fomentare le divisioni, il campanilismo malato, la diffidenza, dividendo l’Italia in terroni e polentoni e in cittadini di serie A e di serie B.

Di queste centocinquanta pagine, numero importante e ricorrente, Aldo Cazzullo ha fatto spettacolo, proponendo – il 2 giugno a Roma presso il Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica – una rivisitazione multimediale del suo libro.

Sul palco, oltre allo stesso Cazzullo, la pianista Sabrina Reale e gli attori Marianna Dal Collo, Michele Ghionna e Paolo Valerio, quasi nascosti dal telo bianco per proiezioni su cui scorreva la nostra storia.

Un Teatro Studio gremito da un pubblico di tutte le età – in platea anche De Gregori e Dario Franceschini – ha assistito alle letture dopo aver partecipato al momento iniziale dello spettacolo e cantato, in piedi e mano sul cuore, l’inno di Mameli.

Aldo Cazzullo durante la lettura di "Viva l'Italia!", il 2 giugno 2011 presso il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica di Roma

Cazzullo ha raccontato alcuni passi del libro cercando soprattutto di spezzare lo strano, e ormai obsoleto, dualismo che da anni caratterizza il nostro Paese, quello che vede la Destra e la Sinistra eternamente contrapposti, che vuole che tutti quelli “di sinistra” odino le nostre forze armate e che tutti quelli “di destra” parlino della resistenza come di un affare da “rossi”.

E più il racconto proseguiva più diventava evidente che a essere importanti sono le sfumature e non le cesure nette, soprattutto nella nostra vita oggi, in cui è facile essere portati a credere che siano molti più i buoni motivi per separarci rispetto a quelli che abbiamo per restare uniti.

L’amore per il proprio Paese si apprende, quando non è innato, e questo lo sanno bene i resistenti di oggi, i precari della scuola che continuano a fare con serietà il proprio lavoro, i giovani disoccupati che sperano, gli studenti che sognano, gli uomini e le donne in divisa, gli operai, le casalinghe, le madri e i padri. L’autore non dimentica nemmeno l’arte e la cultura e il libro – quindi anche lo spettacolo – è un piccolo florilegio di bellezze evocate e di versi eloquenti, presentati come tessere del mosaico che compone il nostro Paese.

Due ore piene, emozionanti, tanto che il pubblico ha più volte ceduto alla commozione, ma se avete perso lo spettacolo potrete sempre goderne grazie a Rai Storia, che realizzerà un dvd dell’evento.  Un libro che è una corsa che lascia senza fiato, ma porta sulla vetta della collina da cui si vede tutto più chiaramente. Perché leggere Viva l’Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione? Perché l’orgoglio di essere italiani è una della cose che ci manca, ma a cui possiamo rimediare facilmente, se vogliamo.

«Viva l’Italia! ha un sapore scherzoso. Ci ridiamo su. I pochi che lo dicono sul serio vengono irrisi come insopportabili retori. Ci viene più naturale semmai «Forza Italia!», grido da stadio divenuto partito di maggioranza relativa. Questo non vuol dire che noi italiani non amiamo il nostro paese. Anzi, nel profondo vi siamo intimamente legati. Alla nostra maniera, però».

(Da Viva l’Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione di Aldo Cazzullo)

Francesca Penza

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