“Libriamoci” libera la lettura ad alta voce nelle scuole

“Libriamoci” è l'iniziativa promossa dal Miur e dal MiBACT che promuove la lettura nelle scuole, nelle Giornate nazionali della lettura il 29, 30 e 31 ottobre

libriamociIl 29, 30 e 31 ottobre le scuole italiane si trasformeranno in veri e propri laboratori di letture ad alta voce, nelle Giornate Nazionali della Lettura promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con Cepell, il Centro per il libro e la lettura. L’iniziativa, dal titolo “Libriamoci”, vuole coinvolgere il maggior numero di studenti possibile, avvicinandoli ai libri attraverso attività di lettura a voce alta organizzate con gli insegnanti, senza alcun fine valutativo, ma con l’unico obiettivo di far scoprire ai più giovani il piacere della lettura e la possibilità di sfruttare il proprio tempo in modo costruttivo ed educativo, in compagnia di un buon libro.

LEGGERE AD ALTA VOCE PER RESTITUIRE LA PAROLA AI GIOVANI – Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, il ministro del Miur, Stefania Giannini ha detto che “Libriamoci” vuole essere «un’iniziativa che abbia il senso e il valore di riportare al centro della scuola la parola. Perché il libro è questo: il libro è lo strumento tangibile della trasmissione di un patrimonio intangibile che è il pensiero e che poi esprime la visione del mondo dell’autore, ma anche di chi legge. Restituire ai nostri ragazzi la parola significa restituire loro la capacità di comprendere un testo, di esprimersi, di avere una percezione di ciò che li circonda, di conoscere se stessi. Leggere libri ad alta voce diventa un modo per poter condividere la propria visione del mondo, e fa si che diventi la condivisione di un patrimonio collettivo e la scuola è il luogo ideale dove questo possa avvenire».

UN’INIZIATIVA DEDICATA ALLE SCUOLE ITALIANE DI OGNI ORDINE E GRADO – “Libriamoci” è un’iniziativa dedicata a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado, in un ideale accordo con le istituzioni e con le realtà culturali più in vista nel panorama culturale nazionale e locale: infatti, collaboreranno al progetto la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, RAI Fiction e il Corriere della Sera.

bambini e libriA leggere a voce alta per i ragazzi non saranno soltanto gli insegnanti ma anche scrittori, amministratori locali, rappresentanti di fondazioni, bibliotecari e  incaricati di associazioni culturali: la lettura entrerà così nelle scuole in forme inedite, perdendo quel suo profumo di “obbligo” e diventando semplicemente piacere, piacere nell’ascolto e piacere nella lettura.

Ogni scuola potrà scegliere i titoli dei testi dai quali trarre i brani da leggere ad alta voce ai ragazzi nelle Giornate della lettura e dovrà comunicarne i titoli al Cepell, il Centro per il libro e per la lettura. Con i titoli scelti verrà costituita una grande biblioteca virtuale sul sito www.cepell.it, e tutte le iniziative organizzate dalle scuole in questi tre giorni saranno raccolte nell’archivio del Centro del libro e della lettura, diventando la base per il lancio dell’edizione 2015 della campagna nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei Libri”.

SALVIAMO LA LETTURA A VOCE ALTA – La lettura a voce alta di “Libriamoci” assume un valore ancora più simbolico e significativo in quanto non chiede niente in cambio, cioè né domande di approfondimento né verifiche di comprensione del testo. La condivisione della storia, qualunque essa sia, mette in rilievo il valore “sonoro” delle parole, con la sua capacità di evocare suoni, immagini, sensazioni e stati mentali. Inoltre, aiuta i ragazzi a liberarsi dal “peso” della lettura silenziosa, equivalente a un “obbligo”, e permette loro di aderire alla storia con tutto il loro essere.

adolescente che leggeE poi, bisogna ammettere che l’obiettivo ultimo della lettura a voce alta, soprattutto a scuola, è proprio la scoperta dell’intimità tra «l’autore e io. La solitudine della scrittura che invoca la resurrezione del testo attraverso la mia voce muta e solitaria» (Daniel Pennac, Come un romanzo, 1993, p.96). Un docente che legge a voce alta dovrà indurre gli alunni a “entrare” nel testo: ciò significa che la lettura a voce alta aiuta i ragazzi a percepire la lettura solitaria e silenziosa non più come un obbligo, ma come un’esigenza personale. Quindi leggere, scrivere, guardare, raccontare, imparare a cambiare i punti di vista, sviluppare una riflessione critica, sono azioni che nascono prima dall’ascolto e poi dalla lettura silenziosa e solitaria, azioni che contribuiscono a formare i cittadini del futuro e a mettere le basi per un più proficuo sviluppo culturale e sociale del nostro Paese.

E, in fondo, perché leggere a voce alta? Per la meraviglia! (D. Pennac).

Mariangela Campo

@MariCampo81

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