Libri: detrazioni fiscali per chi li acquista

Libri e cultura

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L’investimento in educazione e cultura dovrebbe essere uno dei capisaldi intoccabili delle odierne democrazie, fungendo da promotore di miglioria sociale e di costante evoluzione delle menti. In Italia questa filosofia molto spesso stenta a decollare, tanto tra le alte cariche istituzionali quanto tra la gente comune, riscontabile tra gli allarmanti dati statistici che mostrano come solamente il 46 percento degli italiani abbia letto almeno un libro nel 2012.

IL TESTO DELLA NORMA - Per cercare di ovviare a questo problema il Consiglio dei Ministri ha elaborato un DDL sullo Sviluppo, connesso alla Legge di Stabilità, che all’articolo 17 fissa come obiettivo primario quello della diffusione e della promozione della cultura letteraria. Per fare ciò il Ministro dello sviluppo economico, in collaborazione con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha stipulato un disegno di legge che prevede una cospicua detrazione d’imposta per gli amanti dei libri, presumibilmente valida per gli anni 2014, 1025 e 2016. La copertura finanziaria per tale operazione, recita sempre il progetto, è garantita dalla normativa stessa.

Sarà quindi possibile, dall’entrata in vigore della normativa, usufruire della detrazione fiscale per l’acquisto di libri e testi scolastici, come già avviene per le spese mediche. La percentuale detraibile è del 19 percento, per un massimo di duemila euro: mille scaricabili dai libri scolastici e altri mille da ogni testo avente codice ISBN; a tal fine sarà indispensabile certificare la spesa tramite la conservazione dello scontrino fiscale.

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INCENTIVARE LA LETTURA - Indubbiamente ci si trova di fronte ad una norma innovativa che agevola l’editoria italiana nonché le famiglie; la prima nota positiva segnalabile è data dalla citazione dei libri scolastici, che rappresentano spesso una grossa spesa per i nuclei famigliari numerosi e per gli studenti, costretti ad acquistare di anno in anno manuali nuovi e costosi. Inoltre lo sgravio fiscale si pone come obiettivo quello di incentivare l’acquisto del libro e, conseguentemente, la lettura, provando così ad intraprendere un vincente piano di rinascita culturale e sociale.
La notizia è stata accolta con grande gioia da Alberto Galla, presidente dell’Associazione Librai Italiani, che ha così commentato l’iniziativa del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato: «Nelle scorse settimane il ministro ci ha accolto a Roma, dimostrando grande attenzione. Con lui abbiamo parlato di Legge Levi, fiscalità e degli altri problemi che riguardano la nostra categoria. So che anche l’Associazione Italiana degli Editori ha svolto un’azione congiunta. L’annuncio conferma che il ministro ci ha ascoltato. Si tratta di un segnale positivo. Finalmente abbiamo un governo attento alla cultura e alla diffusione della lettura».

RINASCITA CULTURALE - La proposta è sicuramente apprezzabile e pone le basi per un lavoro di rivalutazione culturale che in Italia si rivela essere necessario, ma ha sollevato qualche polemica l’esclusione nella normativa degli ebook. Questi saranno esclusi dalla detrazione fiscale, lasciando scorgere un tentativo di voler valorizzare maggiormente il luogo fisico della libreria e il libro nella sua definizione più autentica. Nonostante l’importanza del contatto reale e tattile con la cultura, riscontrabile maggiormente tra scaffali colmi di libri, questa scelta lascia perplessi numerosi lettori e va contro a dati statistici che mostrano come l’acquisto della letteratura digitale sia in costante crescita: nel 2011 si contavano 900mila che sono poi passati ai tre milioni e mezzo nel 2012.

Ma nonostante alcune sbavature, lodevole è l’attenzione che finalmente si sta cercando di porre su questa carenza italiana, spesso poco attenta all’innovazione e all’utilizzo delle grandi arti come metodo di crescita. Da secoli la letteratura funge da racconto e spiegazione di eventi storici e sociali e, inoltre, è uno degli strumenti primari per l’evoluzione personale e lo sviluppo di un pensiero critico. Proprio per questo motivo è essenziale che la norma appena introdotta sia solo l’incipit di un investimento più vasto e che coinvolga tutte le grandi arti, in nome anche della ricchezza di cui il nostro paese è fornito.

 

Alessia Telesca

foto: gabrielipublisher.org

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