Libri al rogo – ‘Mi riconosci’ di Andrea Bajani

' Mi riconosci' è l'omaggio di Andrea Bajani al grande Antonio Tabucchi. A nostro avviso, però, ha un grosso limite. Per questo finisce nei Libri al rogo

(Fonte foto: www.newsmadeinitaly.com)

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Mi riconosci è un omaggio che lo scrittore e giornalista torinese Andrea Bajani offre ad Antonio Tabucchi, a un anno dalla sua morte, avvenuta il 25 marzo 2012. Mi riconosci è anche il libro protagonista della stroncatura di WakeUpNews per il mese di novembre.

LA TRAMA – Il libro di Andrea Bajani comincia quando finisce la vita del grande scrittore Antonio Tabucchi. È il giorno del suo funerale, la famiglia e gli amici più cari sono riuniti presso il cimitero Prazeres di Lisbona, città portoghese dalla quale Tabucchi ha guardato per tanti anni il suo Paese, l’Italia, con profonda sofferenza, un po’come lo guardiamo noi, ma senza riuscire a dirne o a scriverne.

Tutti sono raccolti a semicerchio intorno alla macchina mortuaria, con i visi puntati verso il centro della pedana. «Poi sei venuto fuori – scrive Bajani -. Solo che dal portellone, dalla bocca dell’auto scura, non è uscita l’imponenza che tutti ci aspettavamo per quel commiato. È uscita invece una scatolina in legno chiaro […]. La misura e le fattezze erano quelle di un gioco da tavolo, più adatto a mettere via gli scacchi a fine partita che a ospitare, e raccogliere, un grande scrittore che moriva». Da questo momento Antonio Tabucchi si trasfigura, diventando personaggio della storia, immerso anch’egli, come i molti suoi personaggi, nel grande calderone della finzione.

Andrea Bajani con Antonio Tabucchi (Fonte foto: www.ravennaedintorni.it)

Andrea Bajani con Antonio Tabucchi (Fonte foto: www.ravennaedintorni.it)

Bajani narra la storia di due scrittori, uno giovane e l’altro vecchio, e l’amicizia quasi casuale nata tra loro. Andrea Bajani racconta l’amicizia di se stesso con Antonio Tabucchi. L’uno più adatto a proteggere che a lasciarsi proteggere, l’altro divertito dall’impertinenza del giovane, ma entrambi inclini a negare la morte, perché quando si scrivono le storie, finché non si mette la parola fine, la morte non si può avvicinare. Poi, però, arriva la malattia dello scrittore maturo: il giovane comincia a perdere la terra sotto i piedi e a chiedersi che cosa succede quando uno dei due scrittori, dei due amici, se ne va: «Ci siamo incontrati a Parigi che era l’inizio dell’estate, e ci siamo separati in primavera in una stanza d’ospedale di Lisbona. In mezzo ci sono stati tanti anni scanditi da stagioni e geografie, e da tutte quelle cose che riempiono lo spazio e il tempo in un rapporto d’amicizia. Il 25 marzo 2012, poi, Antonio Tabucchi è morto. Il lutto, in fondo, è il tentativo di abitare il vuoto di qualcuno che si è perso».

LA GENESI DEL ROMANZO – La genesi di questo romanzo la spiega dettagliatamente lo stesso scrittore, in una intervista per la Rai nella quale racconta di una delle volte in cui è stato a trovare Antonio Tabucchi in Portogallo, nella zona sud di Lisbona, dove viveva con la famiglia. Quando ero tornato indietro, Bajani aveva mandato un sms ad Antonio scrivendogli: «È rimasto qualcosa di me, o proprio non c’è più nulla? Il mio passaggio è stato assolutamente dimenticato?». Tabucchi gli aveva risposto con la letteratura, scrivendogli un sms: «Mi riconosci, aria, tu piena di luoghi un tempo miei».

Si tratta di versi tratti da I sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke. Questo libro e questo titolo nascono da questo messaggio e da questi versi: culmine della letteratura e insieme senso di leggerezza che, secondo Bajani, permette di andare a parlare coi morti senza crogiolarsi nel dolore. Mi riconosci, dunque, nasce da questi versi, antichi, scritti però per mezzo di un sms, che è qualcosa di contemporaneo.

IL PERCHE’ DEL ROGO – Il libro di Andrea Bajani, redatto peraltro con una scrittura semplice e piana, fortemente evocativa e suggestiva al tempo stesso, capace di lasciarti gli occhi umidi, ha, a nostro avviso, un grosso limite: l’aver trasformato il grande scrittore Antonio Tabucchi in un personaggio finzionale, l’averlo trascinato in uno dei due momenti più sacri e privati della vita, la sua morte, all’interno del calderone della finzione. Un tradimento. Di sicuro, per poter sopravvivere senza l’amico e maestro, Bajani ha dovuto inventarsi un modo per non soccombere, abitando questo spazio vuoto provocato dalla morte, guardandola dritta negli occhi, perché in fondo, secondo lo scrittore torinese – ma gliel’ha insegnato Tabucchi – non esiste nessun confine tra realtà e finzione, tra normalità e pazzia.

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

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Una risposta a Libri al rogo – ‘Mi riconosci’ di Andrea Bajani

  1. avatar
    Paola Lorenzini 13/12/2016 a 17:53

    Eppure il grande Tabucchi aveva fatto la stessa cosa con il suo amato Fernando Pessoa, ne Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa, e lo aveva fatto in molte altre occasioni, da Requiem a Notturno indiano.
    Quello che viene qui definito un limite è, forse, la sua più grande forza.

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