Libri al rogo – ‘Il Codice da Vinci’ di Dan Brown

Il Codice da Vinci di Dan Brown (inmondadori.it

Il Codice da Vinci di Dan Brown (inmondadori.it

La trama de Il Codice da Vinci è ben nota, anche a chi non ha letto il libro, se non altro per l’omonima versione cinematografica diretta da Ron Howard e tratta nel 2006 dal bestseller di Dan Brown, con Tom Hanks nel ruolo del protagonista.

 Una morte misteriosa avviene nel buio delle stanze di uno dei più famosi musei del mondo, il Louvre; vittima il curatore del museo parigino – Jacques Saunière – ritrovato cadavere in un contesto alquanto singolare: la posizione del corpo riprende infatti quella di una celebre opera di Leonardo da Vinci, il cosiddetto Uomo vitruviano. Si tratta del primo di una lunga serie di elementi vinciani che viene chiamato a decrittare un professore universitario – all’inizio sospettato dell’assassinio – docente di storia dell’arte ed esperto di iconografia e simbologia, Robert Langdon.

 La ricerca-indagine di Langdon si dipana tra opere d’arte (tra cui alcuni immancabili capolavori leonardeschi come la Gioconda e l’Ultima cena), uno dei più intricati misteri storico-religiosi della cristianità (la ricerca del Sacro Graal) e l’attività di due “gruppi”: una delle più potenti congregazioni nate in seno alla Chiesa, l’Opus Dei, e un’antica società segreta, il Priorato di Sion.

 Coadiuvato da Sophie Neveu (nipote di Sauniére) e da Sir Leigh Teabing (nobile inglese che ha votato l’esistenza allo studio del Graal e del Priorato di Sion), con alle calcagna sia la Gendarmerie che il vero killer di Sauniére (un angosciante monaco albino, Silas), Langdon svela passo dopo passo la complessa verità nascosta dall’anziano Sauniére e arriva a decifrare il codice da Vinci da lui costruito per evitare che il Sacro Graal cada nelle mani sbagliate.

Perchè mettere al rogo un romanzo senza dubbio avvincente, scritto con evidente abilità da un vero mago del thriller come Dan Brown, capace di creare tensione e suspence, avvinghiando il lettore fino a renderlo quasi incapace di smettere di divorare le pagine, capitolo dopo capitolo? Come osare sminuire un successo di vendite a livello globale, un romanzo tradotto in praticamente tutte le lingue del mondo e per parecchi mesi in cime a tutte le classifiche? Forse proprio per le grandi aspettative create da un presunto capolavoro del genere, sulle bocche di molti per i contenuti definiti sconcertanti considerato il coinvolgimento di alcuni fondamenti della religione cattolica, finito quasi all’indice da parte della Chiesa e di alcuni suoi rappresentanti istituzionali per le rivelazioni al limite della blasfemia. Insomma, quale grande segreto il genio di Leonardo aveva nascosto nei suoi dipinti? Quale veridica e sconvolgente lettura interpretativa del Cenacolo svelava l’autore de Il Codice da Vinci?

Dan Brown

Dan Brown

Purtroppo, per chi come la sottoscritta abbia avuto la fortuna di incontrare sulla propria strada un docente di religione che – oltre a basare l’insegnamento sui saldi princìpi morali della dottrina cattolica – svolgeva una sana attività critica, amava trattare anche in modo più ampio la storia delle religioni (sì sì, al plurale) e discutere di teorie decisamente anticonvenzionali, lo shock promesso dal romanzo di Dan Brown non è stato affatto tale e l’affanno di arrivare alla conclusione, alla pagina rivelatrice, alla riga in un cui finalmente la verità viene a galla, si è concluso con un sordo tonfo e un dilagante, profondo senso di delusione. Probabilmente per molti sarà stato “un colpo” conoscere che il termine Sacro Graal – deformazione di Sangreal, Sangue Reale, nel senso di dinastia/famiglia/genealogia reale – non indica semplicemente un calice (l’oggetto che per antonomasia, anche in molta cinematografia, si identifica col Graal), ma piuttosto una persona di prestigiosa e nobile discendenza, e che questa altri non è che l’ultima erede della genealogia di Cristo e Maria Maddalena, sposi e genitori (già già). Per chi scrive, e le si perdoni ogni eventuale sentore di snobismo e supponenza, decisamente no, ben conoscendo l’esistenza di filoni interpretativi dei Vangeli apocrifi in cui si sostiene la storicità della liaison non certo platonica, ma sentimentale e carnale, tra Gesù e la peccatrice (diciamo anche prostituta volendo sposare posizioni più estreme).

 Brucia per queste ragioni, visceralmente soggettive non si può negare, Il Codice da Vinci se non altro per lasciare spazio sugli scaffali della libreria di casa – volendo rimanere fedeli al genere e all’autore – ad un decisamente più originale, innovativo e tematicamente attuale Inferno.

Dan Brown, Il Codice da Vinci, Mondadori 2003 (I ed. collana «Omnibus»), pp. 523, € 18,60.

 

Laura Dabbene

@LauDab1976

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Una risposta a Libri al rogo – ‘Il Codice da Vinci’ di Dan Brown

  1. avatar
    Agostino de Santi Abati 26/02/2014 a 07:41

    Egr, Dott.sa Laura Dabbene,
    solo per informarLa della imminente uscita del Libro
    “IL VERO CODICE DA VINCI L’ARCANUM METHODUS”
    di Agostino de Santi Abati
    che svela finalmente dopo 500 anni i segreti celati da Leonardo nel dipinto
    della Gioconda.
    Il 27 febbraio verranno inseriti nuovi stralci sul contenuto del libro
    il sito del libro :
    http://agostino-de-santi-abati.webnode.it/
    per contatti
    agostinodesantiabati@libero.it
    Cordiali saluti
    Agostino de Santi Abati

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