Libri al rogo

Paul Auster è uno degli scrittori più affermati ed acclamati dei giorni nostri. La sua carriera letteraria inizia verso le fine degli anni ’70, ma è solo con la Trilogia di New York, pubblicata in unico volume nel 1987, che arriva la consacrazione definitiva. Da allora un susseguirsi di successi letterari e una notevole prolificità di scrittura hanno fatto di Paul Auster uno degli scrittori americani di punta e un paladino del postmodernismo letterario.

La Trilogia di New York racchiude tre romanzi brevi pubblicati tra il 1985 ed il 1986, ambientati in una New York sfumata e confusa che fa da perfetto setting per tre storie altrettanto confuse e fumose.

Città Di Vetro ha come protagonista lo scrittore Daniel Quinn, perseguitato da telefonate anonime che cercano un tal Paul Auster, di professione detective privato. Una persona normale avrebbe preso provvedimenti contro queste continue e logorroiche telefonate. Il nostro protagonista invece decide di impadronirsi dell’identità del detective, finendo per essere assunto da una coppia con il proposito di essere protetti dal padre di lui. Una storia che prosegue con colpi di scena mosci, e svariati quanto confusi scambi di persona, al termine dei quali Quinn scompare nel nulla e il manoscritto nel quale riportava le sue annotazioni viene ritrovato dall’ennesimo personaggio anonimo presente nel racconto e usato come base per lo stesso Città di Vetro.

Fantasmi è una storia di detective complessa e senza uscita dove Blue viene assunto da White per pedinare Black. Dopo molte pagine di noia si dovrebbe arrivare ad un epilogo: un epilogo che puntualmente si presenta complicando ulteriormente la trama e lasciando il lettore con numerosi interrogativi sull’identità dei personaggi e sullo sviluppo della storia.

Paul Auster da giovane (foto via: http://ndbooks.com)

La stanza chiusa è la storia un matrimonio particolare: il protagonista si immedesima in maniera così ossessiva nella vita di un caro amico che finisce per sposarne la vedova e adottarne il figlio. Alcuni personaggi delle due storie precedenti vengono citati in questo terzo racconto lungo, come a voler creare una certa continuità in tre storie che non hanno molto in comune, se non la stilizzata e asettica New York nella quale sono ambientate e la noia che abbraccia il lettore durante la lettura.

Tre finte storie di detective senza capo ne coda dove alla base di tutto vi è un esistenzialismo superficialotto e dove il tema del doppio viene spremuto con ostinazione ed esagerazione. Il risultato sono tre bravi romanzi senza capo ne coda, con finali-non finali, pieni di punti di domanda sia nella trama che nell’identità dei personaggi. Troppo comodo scrivere delle storie che, con il pretesto dell’indefinibilità dell’io e della complessità dell’essere umano, finiscono in un nulla cosmico: l’esempio è il continuo scambio di identità dei personaggi, che li spersonalizza e li rende piatti, scontati e trascurabili. Chiaro l’intento dello scrittore ma discutibili i mezzi da lui utilizzati così come il risultato finale, adatto per un pubblico che soffre di insonnia. Unico punto a favore del libro è la prosa, ben organizzata e di qualità alta. Francamente poco però, per uno scrittore tanto lodato, il cui successo planetario è partito proprio da questa Trilogia di New York: 300 pagine di noia cervellotica e confusa analisi della perdita di identità dell’uomo moderno.

Alberto Staiz

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews