Libri al rogo

Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James – edito da Mondadori e uscito in Italia l’8 giugno – è nato come e-book e come fan-fiction per adulti di Twilight e deve il successo che lo sta interessando nelle ultime settimane – non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e in Italia dove il libro è tra i più venduti della narrativa straniera – soprattutto al tam tam via Internet.

Prodotto quindi che più moderno non si potrebbe e che proprio dalla modernità tecnologica che tutto democratizza sembra prendere avvio nella forma quanto nella diffusione, offre in realtà un inizio da romanzo dell’Ottocento, e non certo dei migliori.

Anastasia Steel, graziosa, candida e vergine studentessa americana – l’ultima vergine romanzesca risale forse appunto all’epoca cui si accennava sopra – incontra un giovane imprenditore, Christian Grey, che più bello, più miliardario e più oscuro non si potrebbe. Tra i due esplode una passione ben più nera delle cinquanta sfumature di grigio messe insieme, a cui però il perfido Grey – uomo tormentato e indemoniato dice la James, solo dai gusti sessuali particolari direbbero i più – pone delle condizioni: Grey è infatti un Dominatore e Anastasia la sua Sottomessa. Questa l’unica possibilità di relazione offerta dall’uomo alla ragazza e anche il modo trovato da Grey per esercitare un controllo sulla propria vita e su quanto da essa vorrebbe rimuovere.

Il libro dovrebbe liberare un potenziale di sensualità e provocazione che effettivamente si ritrova qui e là nelle numerosissime scene hot, sicuramente la parte meglio riuscita alla scrittura della James, che tuttavia deve aver sentito il bisogno di incorniciare le sue fantasie erotiche all’interno di una storia che, malgrado i tentativi di anticonformismo, suona come quanto di più sterotipato si possa trovare nel settore. Per quel che riguarda il tema centrale del libro, la sottomissione, pare sfuggire all’analisi superficiale e poco documentata della James che questa nel suo romanzo poggia le sue basi su un contratto e una continua negoziazione che comunque contraddicono le regole stesse del gioco; tale meccanismo inoltre dovrebbe innescarsi da dinamiche più profonde di quelle mostrate. Il libro infatti torna spesso e volentieri sulla bellezza fisica del protagonista, portandosi a chiedere se il rapporto avrebbe avuto le stesse evoluzioni fisiche e mentali se l’avvenenza fosse risultata non di casa in queste pagine.

Innegabile che nel prosieguo del libro la scrittura si faccia più fluida, ma un po’ di bondage qui e là non riesce a far dimenticare la scolasticità dell’espressione e l’ancoraggio a modelli tutt’altro che innovativi. Nel migliore spirito da crocerossina che storicamente connota tante donne infatti, anche Anastasia riuscirà a far evolvere questo rapporto in “qualcosa di più”, cercando il modo di creare, fuori dalla “stanza dei giochi”, un rapporto paritario. Limiti e confini di quello che ormai sembra il buon Grey si sgretolano davanti a tanto amore e tanta innocenza e l’uomo si ritrova in un rapporto di coppia in cui i nodi sono quelli classici delle relazioni e non quelli alla testiera del letto.

Troppo scoperta appare quindi la manovra di marketing che ha portato a tanto clamore, annunciando questo libro come l’opera che

E.L. James, pseudonimo di Erika Leonard

avrebbe sdoganato il romanzo erotico – ma altri l’hanno fatto ben prima e ben meglio –  e nel quale la mummy porn a stelle e strisce, come è stata definita l’autrice, sviluppa invece un plot più da soap opera che da letteratura erotica.

Sono attesi ora i due romanzi successivi che andranno a completare la trilogia, Cinquanta sfumature di nero e Cinquanta sfumature di rosso; la formula triplice lascia nuovamente un po’ perplessi, alla luce del fatto che troppo spesso in casi come questo si tende a spalmare su tre uscite il materiale che avrebbe, forse, reso interessante un solo libro.

Seicento pagine paiono poi effettivamente troppe, soprattutto quelle prime centocinquanta, duecento che scorrono molto faticosamente, prive del necessario mordente e che rendono poco avvincente quella che dovrebbe essere una trama basata sul potere di attrazione non solo tra due persone, ma anche tra il libro e il lettore.

Ho letto che per questo romanzo si è tirato in ballo il Marchese De Sade e Histoire d’O. e onestamente mi viene da ridere. Ho sentito che è molto amato dalle donne e onestamente mi chiedo a quali donne possa piacere; forse a quelle che ritengono più socialmente e moralmente accettabile ammantare le proprie fantasie e i propri desideri con l’allure sbiadita delle spoglie della favola di una novella Cenerentola. Insomma, in una mano Cinquanta sfumature di grigio e nell’altra un Harmony.

Il libro non riesce in definitiva in quello che si propone, nemmeno ai minimi termini. Si condanna però allo stesso modo quello snobismo letterario che, comunque, l’avrebbe bocciato in ogni caso.

Letteratura erotica? Ben venga. Ma si può fare molto di meglio.

Marina Cabiati

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