Libri al rogo – ′Io che amo solo te′ di Luca Bianchini

Oggi stronchiamo un romanzo sull'amore che ha avuto molto successo, ma non per noi: stiamo parlando di 'Io che amo solo te' di Luca Bianchini

Libri al rogo

La copertina di ‘Io che amo solo te’, edito da Mondadori

Io che amo solo te, di Luca Bianchini, è un romanzo pubblicato nel maggio 2013, ma di cui ho avuto il piacere (?) di leggere le 265 pagine solo di recente. La storia prende le mosse dai preparativi del “matrimonio dell’anno”, il matrimonio di Chiara e Damiano, con 287 invitati. Le nozze si celebrano a Polignano a mare, in Puglia, luogo di nascita di entrambi gli sposi, e si svolgono tra ricordi, bugie, segreti e pettegolezzi. Ma i veri protagonisti del libro sono Ninella, cinquantenne vedova e madre della sposa, e Don Mimì, padre dello sposo e innamorato da sempre di lei – la futura consuocera -  neanche tanto all’insaputa della moglie Matilde. Due famiglie diverse ma unite, un paesino delizioso, la diversità dei tanti invitati e le tensioni, l’amore – quello eterosessuale e quello gay -, i dubbi, le critiche, le cose non dette. Sono questi gli ingredienti di Io che amo solo te, e allora, vi chiederete, perché metterlo al rogo?

I PERCHE’ DI QUESTO ROGO – Per cominciare, la storia di un matrimonio pugliese non può essere raccontata da uno del nord, e Luca Bianchini è nato a Torino nel 1970, in Piemonte, lontano anni luce dalle tradizioni, dalle parole e dalla saggezza popolare che a Polignano a mare non sono ancora state intaccate dalla corsa sfrenata alla globalizzazione – e meno male -.

Libri al rogo Luca Bianchini

Uno scorcio di Polignano a mare, in Puglia

Luca Bianchini ci prova, e ci prova – bisogna ammetterlo – dopo essersi documentato per bene: come si legge sulla sua pagina web, infatti, www.lucabianchini.it, lo stesso scrittore racconta di essersi trovato a Polignano a mare per una presentazione e, mentre si trovava  al ristorante con altre persone, queste avevano cominciato a parlare di matrimoni. Il giorno dopo, affacciatosi al balcone dell’albergo dove risiedeva, aveva visto coppie di sposi farsi fotografare sugli scogli. Da lì, l’idea di scrivere qualcosa su un matrimonio e gli amici pugliesi con i quali ne parla non perdono occasione di invitarlo ad un matrimonio locale, spacciandolo per il “cugino di Torino”. Bene, benissimo.

SUD E MAFIA. MA PERCHE’? – Se non fosse che Don Mimì, per esempio, il vero protagonista maschile della storia, viene descritto come se fosse “il boss mafioso” per eccellenza: tra i tanti particolari inquietanti di questa descrizione, tra cui quella di essere il padrone della più grande piantagione di patate in Italia e il più ricco possidente del paese – tanto che la sua abitazione è stata soprannominata “il Petruzzelli”, dal nome del teatro di Bari – quella che colpisce di più – e che ci riporta ai primi anni del Novecento se non più indietro – è senz’altro quella dei baffi dell’uomo, grandi, appuntiti e neri, e che lo stesso Don Mimì considera come un vero e proprio feticcio. Insomma, il conduttore di Colazione da Tiffany (Radio Due) poteva anche risparmiarselo questo cliché trito e ritrito del Sud patria della mafia. O no?

L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE SECONDO LUCA BIANCHINI – Tra le protagoniste femminili del romanzo, spicca certamente la figura di Ninella, la mamma della sposa, cinquantenne vedova che è ancora una guerriera ed è anche la più bella del paese. Un bellissimo personaggio, forte e fragile allo stesso tempo, ribelle e appassionata, capace di mantenere e crescere due figlie da sola, nonostante le feroci critiche dei vicini e dell’intera Polignano perché suo fratello è finito in carcere tanti anni prima per contrabbando. Peccato che, nonostante l’attuale segreta relazione che intrattiene con l’uomo delle consegne dei surgelati, sia ancora in attesa dell’amore vero della sua vita: Don Mimì.

Cioè, Ninella la guerriera ha aspettato quarant’anni per coronare il suo sogno d’amore con Don Mimì che, tra l’altro, l’ha abbandonata da giovane – quando stavano insieme ed erano a un passo dal matrimonio – perché la famiglia di lui non era d’accordo che la futura star delle patate sposasse la sorella di un uomo in carcere. Da non credere. Nel XXI secolo si esortano ancora le ragazzine ad aspettare – invano – il principe azzurro.

Libri al rogo

Dal romanzo si evince che “le relazioni funzionano solo in assenza di domande” perchè “l’amore è innanzitutto non rompere le…”

Per non parlare dello spettacolare personaggio di Matilde, la moglie ufficiale di Don Mimì. Una donna soffocata dall’insicurezza che, piuttosto che affrontare i problemi, morirebbe di crepacuore in silenzio. E infatti in silenzio si lascia tradire, e in silenzio perde entrambi i suoi figli maschi.

Poi c’è Chiara, la sposa. Figlia di Ninella, la ragazza è scossa da indicibili dubbi riguardo al suo matrimonio con Damiano: tanto che perde la testa per il fotografo ufficiale e commette pure qualche peccatuccio, sentendosi persino in colpa mentre Damiano – figura di codardia, irresponsabilità, insensibilità e stupidità  inimmaginabili -, il suo futuro sposo, la tradisce la notte prima delle nozze. Nonostante i dubbi, tra l’altro accentuati dagli strani comportamenti del futuro sposo, Chiara sposerà comunque Damiano, perché le è stato insegnato che le relazioni funzionano solo in assenza di domande e che «l’amore è innanzitutto non rompere le …». COSA?

Infine, per completare il quadro dei personaggi della storia, abbiamo la sorella di Chiara, Nancy, una diciassettenne ossessionata dalla verginità e Orlando, fratello di Damiano, un ragazzo gay che subisce critiche offensive soprattutto da parte della sua stessa famiglia.

Libri al rogo Luca Bianchini

Luca Bianchini

LUCA BIANCHINI – Dicevamo che lo scrittore di Io che amo solo te – titolo peraltro ricalcato su quello della canzone di Sergio Endrigo degli anni Sessanta che ha una parte, anche abbastanza importante, nello svolgimento della storia – è Luca Bianchini, conduttore su Radio Due di Colazione da Tiffany, un programma molto amato ed è anche collaboratore su «Repubblica» e «Vanity Fair» su cui ha anche un blog.

Ora, la domanda sorge spontanea: perché uno che lavora già abbondantemente con la scrittura si è dovuto cimentare nella stesura di questo romanzo (e del suo seguito, La cena di Natale, ma questa è un’altra storia)? Va bene che nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti e che la sua attività di scrittore è iniziata dal 2003 con diversi romanzi (che – ancora – non ho letto), ma perché proprio questo? E ci ha aggiunto pure un seguito!

Ma quello che veramente avrebbe potuto evitare, anche solo per rispetto a tutte quelle persone che non collaborano con testate famose e non hanno amici alla radio o alla televisione, ma sono comunque scrittori di talento, è di farsi promuovere il libro da un sacco di personaggi famosi. Per fortuna c’è ancora in giro molta gente che legge romanzi di qualità, anche se non provengono da nomi famosi o che si ritengono – a torto – tali.

 

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: www.google.it; www.huffingtonpost.it

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews