Libia, un agente francese dietro la morte di Gheddafi?

Gheddafi giallo sulla morte

Gheddafi

A distanza di mesi dalla morte di Muammar Gheddafi continuano ad avvicendarsi piste e ipotesi sulle effettive circostanze che hanno portato alla cattura e all’uccisione del dittatore libico. Stando alle ultime indiscrezioni rilasciate da Mahmoud Jibril – ex premier del governo transitorio – nel corso di un’intervista alla tv egiziana, dietro alla morte di Gheddafi ci sarebbe un’agente 007 francese, e non i ribelli libici. Prende così nuovamente corpo la teoria del “complotto” ordito dalle intelligence straniere.

«Fu un agente straniero mischiato alle brigate rivoluzionarie a uccidere Gheddafi» ha dichiarato Jibril nel corso di un dibattito televisivo sulle Primavere arabe. Il riferimento alla Francia non è esplicito, ma alcune allusioni alla necessità di mettere a tacere il rais a proposito dei rapporti intessuti con alcune cancellerie occidentali hanno immediatamente fatto pensare all’ex leader francese Nicolas Sarkozy.

Secondo questa ipotesi, Gheddafi avrebbe infatti versato milioni di dollari per la campagna elettorale dell’ex capo dello Stato nel lontano 2007 e, una volta appreso il sostegno della Nato alle forze rivoluzionarie, non avrebbe esitato a minacciare Sarkozy di essere pronto a svelare i retroscena dei rapporti intercorsi con il regime libico.

Alcune testimonianze raccolte a Bengasi dal «Corriere della Sera» sembrerebbero poi, non solo avvalorare questa nuova versione dei fatti, ma coinvolgere anche la Siria nelle dinamiche convulse della cattura. In particolare, sarebbe stato il presidente siriano Bashar al Assad a rivelare ai francesi il numero del satellitare e, dunque, anche il nascondiglio del dittatore libico, ottenendone in cambio un allentamento della pressione internazionale a carico della Siria.

Mara Guarino

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Una risposta a Libia, un agente francese dietro la morte di Gheddafi?

  1. avatar
    Pierpaolo 29/09/2012 a 21:16

    Se lo dice un Mahmoud Jibril, allora sì che possiamo proprio crederci!

    Non mi meraviglierei se il tirare in ballo un “agente francese” non sia che un messaggio in codice per far capire di aver trovato tutte le prove sui finanziamenti di Gheddafi alla campagna elettorale di Sarkozy e di aspettarsi un congruo bakshish per tacere. Almeno finché non lo trovino annegato nel Danubio.

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