Libia: trovato l’accordo per un governo di unità nazionale

I governi di Tripoli e Tobruk hanno trovato l'accordo oggi in Marocco per un governo di unità nazionale. La soddisfazione di Kobler e Gentiloni

Libia

Trovato l’accordo in Libia per un governo di unità nazionale. Riuscirà il Paese a ritrovare la stabilità?

Alla fine la svolta è arrivata, insieme alla firma per un governo di unità nazionale in Libia. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Ansa, secondo cui nel primo pomeriggio di oggi le delegazioni le delegazioni dei governi di Tripoli e Tobruk avrebbero trovato l’intesa in un incontro svoltosi a Skihrat, in Marocco.

LA SODDISFAZIONE DI  KOBLER - Di «giornata storica per la Libia» ha parlato l’inviato speciale dell’Onu, Martin Kobler, secondo cui «tutte le parti hanno fatto delle concessioni mettendo l’interesse del Paese davanti a tutto. Firmando questo accordo – ha proseguito Kobler – state portando a termine un processo, state voltando pagina». «La comunità internazionale – ha sottolineato il diplomatico tedesco – continuerà il suo appoggio al futuro governo libico».

LA LINEA DI GENTILONI E RENZI - Una disponibilità a collaborare ribadita anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, secondo cui la nuova leadership libica,  alla conferenza sulla Libia svoltasi questa settimana «a Roma, ha firmato un accordo che non è solo un pezzo di carta», ma al contrario «un impegno solenne per aiutare il popolo libico». L’impegno è stato ribadito anche dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, secondo cui, nonostante non risultino «minacce incipienti, è fondamentale che la Libia sia considerata il perno della politica del Mediterraneo e se c’è un paese in cui l’Italia svolgerà una funzione di rilevante impegno non può che essere la Libia».

I PROSSIMI PASSI - Ora lo sguardo vola a New Yrok, dove già domani dovrebbe riunirsi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrà approvare l’uso di contingenti di polizia e di addestratori in Libia. Si attendono in questo senso le richieste che verranno dalla Libia, in particolare dal nuovo presidente del Consiglio Presidenziale, Serraj Faiez, che sarà anche il presidente del Consiglio dei ministri. Secondo alcuni analisti, i punti principali della discussione verteranno sull’invio di contingenti militari che dovranno mettere in sicurezza i siti di Tripoli ritenuti sensibili, con la collaborazione delle forze governative.

Carlo Perigli

 

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