Libia, troppe incertezze nella Coalizione

Tripoli – Agire o non agire? E come? Questi i dilemmi che da giorni tormentano la Coalizione.

Anche se la scelta è stata presa e i primi raid aerei si sono abbattuti su Tripoli, rimane incertezza sugli obiettivi dell’intervento in Libia e su chi debba avere il comando delle operazioni. Mentre l’Italia, come la Gran Bretagna e il Belgio, chiede che il comando passi alla Nato, minacciando che in caso contrario riprenderà il controllo delle basi, Usa e Francia sono contrarie.

Non c’è da stupirsi di questa spaccatura sulla crisi libica: sono mesi che perdura l’incertezza sul da farsi di fronte al vento rivoluzionario che sta spazzando il Nord Africa e il Medio Oriente, e nel frattempo, mentre Ben Ali e Mubarak sono stati rovesciati, e Gheddafi, icona del terrorismo internazionale, riabilitato dall’Occidente solo qualche anno fa, ha inaugurato una nuova e sanguinosa guerra civile, aspettiamo di vedere cosa succederà in Bahrain, dove un’altra rivolta viene repressa con l’aiuto dell’Arabia Saudita.

Ma se siamo così indecisi, qual è lo scopo dell’interveto in Libia? È una domanda che la Coalizione dovrebbe porsi subito, dal momento che non esiste una strategia coerente. Sembra che nessuno sappia dire con esattezza quale sia l’obiettivo dell’attacco, e le affermazioni che si susseguono si contraddicono l’un’altra. Tra i portavoce militari, c’è chi sostiene che l’operazione sarà limitata a far rispettare la risoluzione Onu, e chi, invece, si spinge più in là, suggerendo che Gheddafi sia uno dei target più sensibili.

Prima in Kosovo, poi in Iraq, e infine in Afghanistan: nessuno di questi interventi era stato avviato con una tale mancanza di chiarezza. Era la cosa giusta da fare, forse, ma settimane fa, quando si è capito che Gheddafi, a differenza di Mubarak, era pronto a scatenare una ritorsione militare contro i civili. Ora, con i mercenari fedeli al Rais che si avvicinano alla roccaforte dei ribelli a Bengasi, potrebbe essere troppo tardi, e sembra improbabile che un intervento esclusivamente aereo possa rovesciare regime. E anche se fosse ancora possibile far pendere la bilancia a favore dei ribelli, cosa succederebbe dopo?

La risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato gli attacchi definisce come obiettivo il cessate il fuoco, ma se questo implichi cacciare Gheddafi rimane un’incognita. D’altronde, la risoluzione Onu non pone limiti definiti alle operazioni militari, perché se la missione è di proteggere i libici, di per sé potrebbe non avere fine fino a quando Gheddafi rimarrà al potere.

di Silvia Nosenzo

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