Libia: l’Italia bombarderà senza il voto delle Camere

Il ministro Frattini

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini

Roma – La decisione di bombardare obiettivi mirati in Libia non richiede il voto alle Camere. Questo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri, Franco Frattini in una breve intervista a La Stampa, dopo che ieri è giunta la notizia della nuova presa di posizione nei confronti del conflitto libico: l’Italia intensificherà il suo impegno militare con l’intervento di fuoco aereo.

Il titolare della Farnesina ha tenuto a precisare che l’iniziativa è stata presa dopo il colloquio con il presidente del governo di transizione di Bengasi, Mustafa Abdel Jalil “abbiamo avuto dal Parlamento un mandato pieno ad applicare la risoluzione 1973 dell’Onu, che autorizza a fare tutto quello che è necessario per proteggere la popolazione libica. La risoluzione è chiarissima, ed è in quell’ambito che continuiamo ad operare: non occorre alcun voto”. La replica di Frattini, in risposta a alle polemiche sollevate dalla Lega nord per voce del ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, è inequivocabile: il Governo procede senza il nulla osta del Carroccio.

Calderoli, in effetti, ieri aveva contestato l’iniziativa sostenendo che l’Italia ha “già fatto abbastanza offrendo le basi, il supporto logistico e l’attività anti-radar” e aggiungendo che gli alleati dovrebbero essere maggiormente preoccupati delle ondate migratorie sulle coste europee. La risposta del ministro Frattini non si è fatta attendere “La Lega è preoccupata da un’ondata di immigrazione anomala. Quando sarà chiaro che è Gheddafi ad organizzare i barconi, il dissenso rientrerà”.

Gli attacchi – Sempre di queste ore un chiarimento del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è reso necessario per specificare cosa si intende per “attacchi mirati”. Nel rispetto della risoluzione ONU 1793,infatti, l’Italia non attaccherà obiettivi interni alle città.

La nazione entra, dunque, nella linea di fuoco del conflitto libico con la soddisfazione degli alleati, a partire dal primo ministro francese, Nicolas Sarkozy, che giusto in queste ore è a colloquio con il premier Silvio Berlusconi a Roma. Temi dell’incontro: il coinvolgimento bellico italiano, la questione immigrazione di cui Sarkozy dovrà dare conto al premier dopo la proposta avanzata dalla Francia di sospendere Schengen e il tentativo francofono di scalata a Parmalat.

Chantal Cresta

 

Foto || www.ansa.it

 

 

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