Libia, la svolta 16 dicembre in uno scacchiere in mutamento

Martin Kobler, inviato dell'Onu in Libia (Marc Darchinger - www.koerber-stiftung.de)

Martin Kobler, inviato dell’Onu in Libia (Marc Darchinger – www.koerber-stiftung.de)

Tripoli - Nel contesto internazionale qualcosa si muove per il verso giusto, forse. Senza troppe illusioni, bisogna ammettere che l’annuncio di oggi è una novità per uno stato come la Libia che dal 2011 è in totalmente in subbuglio anche grazie ai gentili bombardamenti franco-statunitensi avvenuti per spodestare Mu’ammar Gheddafi.

L’INTESA ONU – La notizia è che Tripoli e Tobruk, le due capitali libiche che ad oggi sono i centri urbani di rappresentanza delle due fazioni in lotta, firmeranno un’intesa il 16 dicembre sotto l’egida dell’ONU. Quest’ultima lavora sull’accordo con le parti da oltre un anno. L’accordo annunciato da Martin Kobler, uomo di fiducia del Segretario ONU Ban ki Moon, sarà firmato in Marocco. I rappresentanti del Congresso Generale Nazionale di Tripoli, guidato dai Fratelli Musulmani  e quelli della Casa dei Rappresentanti internazionalmente riconosciuta di Tobruk mostrano soddisfazione per un «momento storico che i libici stavano aspettando, gli arabi stavano aspettando, il mondo stava aspettando», secondo quanto affermato da Awad Mohammed Abdul- Sadiq, capo del Congresso di Tripoli.

COSA PREVEDE L’ACCORDO ANTI-ISIS – L’accordo del 16 dicembre, se firmato, permetterà la formazione di un governo provvisorio che acconsentirà alla formazione di commissioni miste per la scrittura di una nuova costituzione e quindi nuove elezioni libere in due anni; una sorta di riproposizione del modello tunisino. Tutto bellissimo in teoria, ma potrebbe essere tardi perché l’Isis è alle porte. Oltre Sirte, ormai sotto il dominio di Daesch, Sabrata sembra essere a tutti gli effetti un avamposto del califfato, nonché sito UNESCO che si trova a 70 km da Tripoli.

LE MINACCE SU ROMA – Nonostante la sua fragilità questo accordo può essere una chiave di volta importante per il fronte anti-Isis capeggiato militarmente da Francia, Russia, Inghilterra e in modi diversi da Stati Uniti e Germania. Avere un interlocutore politico in Libia accettato da tutti è cruciale per avere una strategia comune, cosa che non c’è stata e a tratti non c’è in Siria. Intanto l’Isis oggi è tornata a minacciare Roma con un video dove carri armati arrivano nei pressi del Colosseo, di San Pietro, di Piazza Navona e dell’Altare della Patria.

I ministri degli Esteri di Italia e Russia, Paolo Gentiloni e Sergei Lavrov (corrieredellosport.it)

I ministri degli Esteri di Italia e Russia, Paolo Gentiloni e Sergei Lavrov (corrieredellosport.it)

L’INCONTRO ITALIA-RUSSIA – Oggi intanto i ministri degli Esteri di Italia e Russia si sono incontrati a Roma. Paolo Gentiloni e Sergei Lavrov dalla conferenza stampa a Villa Madama hanno fatto fronte comune sulla Libia e sulla lotta a Daesh, mostrando come la Russia sia ormai un interlocutore molto diverso rispetto a quello che solo alcuni mesi fa era osteggiato e isolato.

IL CAMBIAMENTO DELLO SCACCHIERE – Anche se non sono state oggetto di discussione pubblica, le sanzioni alla Russia saranno state uno dei temi tra i due rappresentanti. Lo stop inatteso di un risvegliato Matteo Renzi all’automatico rinnovo delle sanzioni UE sulla Russia, apre nuovi scenari in vista di uno scacchiere che vede gli Stati Uniti perdere terreno sul controllo di alleati come Francia, Germania e Italia.

Domenico Pellitteri

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews