Libia: la diplomazia dialoga e la guerra continua. Racconto choc di 3 giornalisti

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Mosca – La Russia ha deciso di sospendere qualsiasi tipo di contratto o fornitura d’armamenti a Tripoli. L’annuncio arriva stamane (ora italiana) dal Cremlino con un comunicato stampa appena diffuso dall’agenzia on-line, Itar-Tass.

Il presidente russo, Dmitri Medvedev, dice la velina, ”ha firmato un decreto che prevede misure per rendere efficace la risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 26 febbraio 2011”. Le restrizioni alla Libia sono molte tra cui l’annullamento delle vendite di armi.

Ripercussioni – La holding state impeganta nell’export di armamenti, Rosoboronexport, ha comunciato che il danno economico per la Russia sarà di circa 4 miliardi di dollari.

Bruxelles – Intanto, la Ue sta intavolato l’ipotesi di una missione internazionale al fine di pattugliare le acque mediterranee di fronte alla Libia. Sembra, dunque, che nella comunità Nato-Ue stia prevalendo la linea di azione diplomatica suggerita dall’Italia rispetto all’intervento armato della no fly zone americano. Quest’ultima opzione, tuttavia, rimane subordinata alle direttive dell’Onu.

Oggi e domani si terranno a Bruxelle una serie di incontri per fare il punto della situazione. L’Italia è presente con il premier, Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri, Franco Frattini mentre il presidente francese, Nicolas Sarkozy riceverà oggi i rappresentanti del Consiglio nazionale libico di transizione Mahamoud Jebril e Ali Al-Isawi. Il segretario di Stato agli Affari esteri greco, Dimitris Dollis, invece, sarà impegnato con un emissario di Muhammar Gheddafi, il quale ora pare sempre più intenzionato ad una risoluzione diplomatica della questione.

Petrolio – Il ministero del Petrolio libico ha assicurato che gli impegni presi con Eni saranno onorati e il re del Marocco ha annunciato una riforma costituzionale.

Scontri – Se la diplomazia dialoga, i disordini in Libia perdurano. Tre giornalisti della Bbc, che stavano tentando di arrivare alla città di Zawaiya, sono stati arrestati e malmenati dalle forze di sicurezza del regime di Gheddafi. Il sito online dell’emittente inglese racconta che i 3 sono stati trattenuti per 21 ore, picchiati, incappucciati e sottoposti a una finta esecuzione da parte dei militari libici e della polizia segreta. Uno dei tre, Chris Cobb-Smith, ha descritto l’esecuzione con queste parole: “Siamo stati allineati contro il muro. Io ero l’ultimo della fila… ho guardato e ho visto un tizio in borghese con una piccola arma automatica. L’ha puntata alla testa degli altri…. l”ho visto e ha urlato verso di me. Poi si è avvicinato e mi ha puntato la pistola alla nuca. Ha premuto il grilletto, due volte, con le pallottole che hanno sfiorato il mio orecchio. I soldati che si sono messi a ridere”.

Un altro dei tre cronisti, Feras Killani, corrispondente di origine palestinese, ha riferito che i tre sono stati separati per aumentare il terrore tra i malcapitati. La sadica messa in scena era così convincente che il terzo giornalista, il cameraman, Goktay Koraltan era convinto che gli altri fossero tutti morti.

Chantal Cresta

Foto || http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/02/16/visualizza_new.html_1587570705.html?idPhoto=7

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