‘In Libia i testimoni dei Vangeli’: Francesco ricorda martiri e migranti

Nell'incontro con i vescovi nordafricani, Francesco non dimentica la situazione in Libia: ecco le frontiere della Chiesa, che accoglie anche i migranti

Il Papa incontra i vescovi africani e ricorda il loro impegno in Libia

Il Papa incontra i vescovi africani e ricorda il loro impegno in Libia

Città del Vaticano – Francesco torna a parlare delle persecuzioni contro i cristiani, la minoranza più colpita in questo scorcio di secolo: il Papa, così, ringrazia le chiese della Libia e, in generale, del nord Africa per il loro sforzo, la loro caparbietà e la loro resistenza nella fede, oltre che unico presidio delle istanze dei diritti delle persone in zone ormai da tempo teatro di guerra.

CORAGGIO – La parola chiave dell’intervento odierno del Papa è qui: «vorrei sottolineare particolarmente il coraggio, la fedeltà e la perseveranza dei vescovi della Libia, così come dei preti, delle persone consacrate e dei laici che restano nel Paese malgrado i molteplici pericoli – ha detto oggi Francesco, intevenendo con un discorso rivolto ai vescovi della Conferenza episcopale del nord Africa – sono autentici testimoni del Vangelo. Li ringrazio vivamente e li incoraggio a perseguire gli sforzi per contribuire alla pace e alla riconciliazione nella regione».

Francesco, dalla parte degli ultimi

Francesco, dalla parte degli ultimi

VESCOVI IN VISITA – I vescovi del nord Africa sono in Vaticano in questi giorni per la consueta “ad limina apostolorum”, la periodica visita dei vescovi del mondo a Roma, per riferire al Papa dell’andamento locale e per confrontarsi con la curia romana. D’altronde i gravi problemi non sono una questione solo libica: «da diversi anni la vostra regione conosce evoluzioni significative, che permettevano allora di sperare di vedersi realizzare certe aspirazioni a una maggiore libertà e dignità e favorire una più grande libertà di coscienza – ha scritto papa Bergoglio nel suo intervento – ma a volte queste evoluzioni hanno portato allo scatenarsi della violenza».

INVITO AL DIALOGO – Neppure nella tragica ora della persecuzione e del martirio, però, il Papa dimentica il dialogo: Francesco ha sottolineato il ruolo del Pontificio istituto di studi arabi e islamici, nato proprio cinquant’anni fa su spinta del Concilio Vaticano II, sotto Paolo VI. Papa Bergoglio ha poi ricordato i molti migranti e il grande sforzo della Chiesa nel sostegno e nell’aiuto a loro, sottolineando l’importanza del «riconoscere la loro dignità umana – ribadisce – e nel lavorare al risveglio delle coscienze di fronte a un così grande dramma umano, si mostra l’amore che Dio ha per ciascuno di loro».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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