Libia: è scontro Italia – Francia. Berlusconi: “vicino a Gheddafi, noi non spariamo”

Roma – Governo, maggioranza ed opposizione vivono momenti di tensione per quanto sta accadendo in Libia. Si tratta di una fase delicata sotto più punti di vista: sotto quello militare, quello umanitario e soprattutto sotto quello diplomatico, visto lo scontro in atto tra Italia e Francia relativo in particolare alla guida della missione che il nostro Paese cheide a gran voce torni ad essere sotto il controllo della Nato.

Silvio Berlusconi non minaccia di ritirare la disponibilità delle basi italiane agli aerei della coalizione ma è chiaro quando fissa le regole di ingaggio dei nostri caccia:  “Una delle cose certe è che i nostri aerei non hanno sparato e non spareranno. Abbiamo offerto le nostre basi perchè era impossibile non farlo, ma abbiamo offerto gli aerei per il pattugliamento e non per il bombardamento”. Queste le parole del Premieri alla conferenza stampa di ieri.
Sempre ieri sera Berlusconi a Torino, avrebbe confessato tutta la sua sorpresa per il protagonismo della Francia che ha “calcato la mano” e ha poi aggiunto di sentirsi personalmente coinvolto dalle vicende libiche e di provare dolore per Gheddafi.

Il ministro Frattini
Il ministro Frattini

Il Ministro Frattini intanto torna a farsi sentire per richiedere che il comando delle operazioni torni sotto l’ombrello della Nato. Oggi il Consiglio atlantico si riunisce nuovamente e ciò che auspica il Ministro è che da questa riunione derivi la decisione definitiva sulla missione. ” Avete visto tutti che il Primo Ministro inglese Cameron sostiene la stessa posizione italiana e ho buona speranza di credere che anche gli amici Americani siano di questa stessa opinione”. Ha risposto così il Ministro degli Esteri durante un intervento questa mattina a Radio Anch’io.

La Francia pero’ non molla e continua a considerare impossibile passare il comando alla Nato, poichè ciò rischierebbe di ridurre i consensi dell’operazione, che diventerebbe la solita crociata imperialista dell’occidente, taglierebbe fuori i paesi arabi e metterebbe in crisi la credibilità degli attacchi, ponendoli alla pari di quelli su Iraq e Afghanistan.

Si tratta di ore decisive, come decisivi saranno i prossimi Consigli europei di giovedì e venerdì dove Berlusconi metterà sul tavolo dell’Europa le richieste italiane.
Nel frattempo si apre la discussione politica interna al nostro Paese dove a tener banco sono principalmente i malumori della Lega, preoccupata in particolare dall’emergenza profughi che, insiste il Carroccio, dovrebbe essere condivisa da tutta la “coalizione dei volenterosi”. Le opposizioni, Pd e Italia dei Valori in testa, nel contempo chiedono a gran voce che si stabilisca al più presto una data per un dibattito parlamentare in aula, mentre Casini rispondendo a Berlusconi si dice addolorato per il popolo libico, ma non certo per il dittatore Gheddafi.


Davide Lopez

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