Libia attaccata da Usa, Francia e Gb.Il Raìs: «Colpiremo nel Mediterraneo»

TRIPOLI –  La definiscono tutti “operazione” ma in sostanza di guerra si tratta. Stati Uniti e gli alleati (in prima linea Francia e Gran Bretagna, insieme a Canada, Italia E Spagna) hanno dato inizio ai bombardamenti in Libia. I raid aerei francesi sono iniziati alle 17.45 di ieri e si sono concentrati vicino Bengasi proseguendo per tutta la notte. A questi si sono aggiunti i missili Cruise e Tomahawak americani e, poco dopo, anche i velivoli e i sommergibili britannici.

L’operazione per fermare Gheddafi e distruggere la contraerea libica si chiama “Odissea all’alba“. Le operazioni americane sono guidate dal generale Carter Ham, e hanno come obiettivo quello di concretizzare le decisioni prese in sede Onu. L’intervento militare in Libia è stato riferito dal presidente Nicolas Sarkozy al termine del  vertice con Ue e Paesi arabi: da Brasilia invece il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha sottolineato come la decisione di attaccare sia stata presa dopo che il colonnello Muammar Gheddafi non ha rispettato gli impegni legati al cessate il fuoco continuando ad attaccare.

Nel discorso rilasciato alla tv di stato libica poco dopo l’uso dei primi missili, Gheddafi ha definito l’attacco una “crociata nemica” contro il Paese e ha chiesto ad africani, arabi, sudamericani e asiatici di unirsi ai libici contro il nemico. Poi ha minacciato: “Il Mediterraneo e il Nordafrica sono un campo di battaglia, colpiremo obiettivi militari e civili”.

E poi il tutto è susseguirsi di dichiarazioni discordanti: la tv di Stato libica che riferisce di come siano stati bombardati luoghi frequentati da civili, come un ospedale, arrivando a stimare circa 48 civili deceduti, tra cui donne e bambini. Dall’altra parte, invece, Usa e alleati che confermano il successo di questa prima azione ribadendo l’importanti gli obiettivi colpiti.

LA POSIZIONE ITALIANA L’Italia al momento si limiterà solo a mettere a disposizione alcune basi militari non escludendo però una partecipazione ai raid se necessario. Come ha affermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, non sembrano esserci  alcun segnali di una attività ritorsiva contro l’Italia. Comunque – sostiene La Russa – le nostre informazioni ci dicono che i missili in dotazione all’esercito libico hanno una gittata di 300 chilometri e quindi non arrivano neanche a Lampedusa”. Intanto La Lega si schiera contro la decisione presa dal governo italiano: “Il maggior coraggio a volte è la cautela” ha detto Umberto Bossi, ministro delle Riforme, che teme l’arrivo di migliaia di disperati”.

RISCHIO IMMIGRATI – Insieme alla preoccupazione per la delicata situazione dei bombardamenti che hanno colpito la scorsa notte Tripoli e Bengasi, un altro problema ci tocca da vicino: le ondate di immigrati che arrivano nelle coste italiane. Muammar Gheddafi ha minacciato l’Ue di non bloccare più il flusso di immigrati illegali che dalle coste libiche si imbarcano alla volta dell’Europa, Italia in primis. A Lampedusa al momento il centro è completamente saturo e alcuni immigranti sono stati costretti a dormire all’aperto. Solo stanotte sono tre i barconi, con 400 perone a bordo, arrivati sulla isola.

PRO GHEDDAFI – I Paesi che hanno condannato l’attacco in Libia sono stati il Venezuela, Russia e Cina. Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha definito l’azione intrapresa “irresponsabile”, la Russia la considera “deplorevole”  e infine la Cina ha espresso il suo disappunto parlando di ”rammarico” per gli attacchi contro le truppe del Colonnelo Muammar Gheddafi.

Redazione

Foto | via http://forum.chatta.it/politica; http://www.notizieitaliane.it

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