Liberalizzazioni. Benzina ancora da record e il Governo procede per decreto

Antonio-Catricalà

Antonio Catricalà

Roma  – Senza freni l’aumento del costo dei carburanti. Secondo le ultime rilevazioni di Quotidiano energia la verde ha superato 1,750 euro per approdare alla folle cifra di 1,815 mentre il diesel si assesta sugli 1,709/1,734 euro.

Secondo Quotidiano energia tutte le altre compagnie hanno stabilito aumenti decisi, anche se per Eni il rialzo è ancora contenuto: +0,3 cent/euro litro sulla benzina e 0,7 sul diesel laddove IP rincara di 1,5 cent la verde ma abbassa il diesel di 0,2. Un centesimo tondo in più, invece, per Q8, Esso e Shell.

Da domani, dunque, il prezzo alla pompa sarà più salato per tutti i maggiori brand con punte record in alcune aree d’Italia dove la benzina arriverà a costare anche 1,815 euro/litro e il diesel a 1,734.

In rialzo anche le no logo, stimolate dall’aumento delle quotazioni dei giorni scorsi e dalla spinta inflattiva. La media sul territorio è da brivido con la benzina (modalità servito) da 1,744 euro/litro per Eni all’1,750 di Q8 (no-logo a 1,671 euro/litro). Il diesel si colloca intorno a 1,701 euro/litro per IP e sale a 1,709 per Shell e Q8 (no-logo a 1,625 euro/l). Il Gpl infine è tra gli 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726 euro/l).

Liberalizzazioni – E mentre il prezzo dei carburanti fa impennare il costo della vita il Governo pare impegnato a trovare soluzioni a lungo termine per calmierare i prezzi e aprire l’economia a nuove prospettive di crescita. Continua la discussone intorno alle liberalizzazioni.

Il Governo ha intenzione di operare con rapidità per abbattere ogni presunta forma di ostacolo imposto dalle lobbies di ordini professionali e categorie attraverso l’attuazione di un decreto legge. Il provvedimento pare sarà varato entro il 20 di gennaio prossimo.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha indicato alcune modalità e tempistica del pacchetto grazie al quale si dovrebbe operare quel “disarmo multilaterale di tutte le corporazioni” auspicato dal premier Mario Monti.

Il provvedimento riguarderà “tutti i settori” compreso il comparto dell’acqua che annullerebbe, così, di fatto il voto referendario della scorsa primavera. Tuttavia dal pacchetto sarà esclusa la controversa separazione dell’operatore della rete del gas Snam dall’Eni: ‹‹non è una priorità››, ha detto il sottosegretario, spiegando che ‹‹esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas››.

Le prime approvazioni di decreto potrebbero già avvenire nel Cosiglio dei ministri del prossimo fine settimana. ‹‹Ce la dobbiamo fare, c’è un documento che il presidente Monti ed io stiamo assemblando e che riguarda tutti i settori››, ha dichiarato Catricalà alla trasmissione Porta a Porta (Rai1), spiegando che ‹‹il premier ci mette le mani e la testa, personalmente porto la mia esperienza ma ci avvaliamo delle esperienze di tutti e soprattutto del ministro Passera››. Inoltre, ha continuato il sottosegretario, è necessario ‹‹consultare i partiti di maggioranza››.

Per quanto riguarda i singoli settori, Catricalà ha annunciato che anche la gestione dell’acqua non potrà non essere oggetto di attenzione anche se poi ha aggiunto ‹‹pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage›› per aggirare la scelta degli italiani.

Sulle farmacie e gli studi notarili, invece, si sta pensando ad una pianta organica: ‹‹Bisogna consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti – ha spiegato Catricalà – non si tratta di ampliare i mercati ma di ridurre i prezzi››.

Ma resta la benzina il nocciolo del tema “libalizzazione”. Per il Governo è indispensabile ‹‹creare una situazione per cui i gestori possano venderla insieme ad altri beni di consumo››. Le ferrovie sono un altro tema caldo: ‹‹bisognerà intervenire sulle storture che avvantaggiano l’incumbent››. Come farlo è tutto da capire: ‹‹ci saranno norme che aiuteranno la facilità di accesso›› alla rete.

Inevitanbile la protesta delle categorie. I tassisti si indignano a Bologna e a Milano in attesa di una manifestazione nazionale a Roma, attesa il prossimo sabato mentre i commercianti alzano la voce contro i tentativi di “deregulation”: ‹‹Bastasse allungare gli orari per generare più fatturato e prezzi più bassi saremmo anche noi favorevoli, ma non è così›› ha dichiarato il presidente di Confesercenti Marco Venturi.

Anche gli avvocati sono in agitazione e forse interverranno direttamente in Parlamento attraverso i molti legali eletti. I farmacisti ricordano di avere già dato e denunciano attraverso il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, che ‹‹le vere lobby sono quelle dei grandi poteri economici. Delle multinazionali››.

Le parti sociali sostengono in Governo. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ritiene l’azione del Governo doverosa per ‹cacciare via lobby e corporazioni›› mentre la politica cerca di recuperare una parte di centralità nella discussione in atto: il Pdl ha annunciato che inizieranno domani le riunioni di quattro tavoli di lavoro sul tema “liberalizzazioni” e non solo. Anche la legge elettorale sarà sul tavolo di confronto insieme al problema del mercato del lavoro e del rapporto con l’Europa.

Milano – Nel clima economico-politico rovente, intanto, le tensioni di Piazza Affari perdurano. Lo spread è tornato di poco sotto i 530 punti. Alle 8.30 del mattino il differenziale si aggirava a quota 529,3 punti con un rendimento del 7,16%.

Mario-Monti

Piazza Affari: Apre in positivo Milano con un +1,8%. Il Ftse Mib guadagna l’1,82% a 14.664 punti e il Ftse All Share l’1,74% a 15.501 punti. Nel frattempo la corsa ai diritti Unicredit procede spedita: i diritti salgono a 46,44% a 0,61 euro dopo uno stop per eccesso di rialzo. Le azioni, sono poi scivolate in negativo con un guadagno di 2,71%. Titolo volatile.

Sotto pressione anche Mps in asta di volatilità con un calo teorico del 3,05% a 0,19 euro. Bene invece Intesa SanPaolo (+4,09%), Banco Popolare (+4,28%) e Bpm (+2,25%) di cui Piero Montani dovrebbe essere nominato nuovo consigliere delegato. Male FonSai (-6,37%), penalizzata anche dal fatto che questa è la settimana decisiva per stabilire quale sarà il destino della società. Vendite anche per Finmeccanica (-1,08%).

Francoforte – Apertura in rialzo per la Borsa di Francoforte. L’indice Dax ha messo a segno un progresso dell’1,22% a 6.090,87 punti.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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