Libano, stop ai profughi siriani. Verso la catastrofe umanitaria

Il Libano chiude la porta a rifugiati e profughi della guerra civile. Le loro condizioni di vita peggiorano sotto gli occhi di Onu ed Europa

profughiIl Libano è la nazione che ha ospitato il più alto numero di profughi della guerra civile siriana, mostrando dal principio tolleranza e comprensione. Tuttavia, di recente, il Paese ha smesso di offrire loro protezione e la vita dei siriani in Libano si è trasformata in un nuovo inferno.

LA FUGA DEI SIRIANI – Dall’inizio della guerra civile in Siria nel marzo 2011, oltre 1,2 milioni di siriani sono fuggiti in Libano, e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) stima che entro fine 2014 verrà superata la soglia 1,5 milioni – un terzo della popolazione libanese, metà degli sfollati siriani totali. Il Libano ha raggiunto e superato il tetto di persone ospitabili già a maggio 2014, e a quel punto il governo ha cominciato a introdurre misure volte a limitare l’afflusso di rifugiati.

PROBLEMA VISTI – A seguito di una riunione tenutasi a fine ottobre, il Ministro dell’Informazione Ramzi Jreij aveva denunciato la passività della comunità internazionale e dichiarato che il governo avrebbe «smesso di accogliere i rifugiati a meno di casi eccezionali». E così è stato. Oggi le restrizioni legali per i profughi siriani sono aumentate vertiginosamente e riguardano tanto l’ammissione dei nuovi arrivati, quanto il rinnovo dei visti di soggiorno e la regolarizzazione delle domande di visto per chi è entrato illegalmente nel Paese.

RITORNO ALLA GUERRA – Prima dell’estate un siriano poteva entrare in Libano come “turista” e poi ottenere un (costoso) permesso di soggiorno semestrale rinnovabile fino a tre anni. Adesso la stessa persona ha due mesi di tempo per trovare un volo per l’estero, un appuntamento presso un’ambasciata o un improbabile contratto di lavoro. Come testimoniato da Inter Press Service (Ips), la maggior parte dei siriani in Libano non sono regolari, e scaduti i due mesi diventano clandestini e criminali a tutti gli effetti. Se scovati vengono arrestati e deportati in Siria, dove li attende la guerra, il carcere per mancato servizio militare, oppure una traversata del Mediterraneo da clandestini – come questa – per sperare di ottenere asilo in Europa, dove molti Paesi hanno già voltato loro le spalle.

LE CONSEGUENZE – L’ovvia conseguenza è che i profughi vivono con la paura di essere arrestati e sotto varie forme di discriminazione – sempre secondo Ips sono quarantacinque comuni libanesi che hanno adottato un coprifuoco specifico per siriani. Spesso limitano i loro movimenti, il loro accesso a servizi di base, e hanno anche smesso di dichiarare le nascite – con il conseguente rischio di apolidia per i nuovi nati.

profughiIL PUNTO DI VISTA LIBANESE – «Il governo libanese ha deciso di riservarsi la decisione sovrana sulla questione di come trattare la crisi siriana» ha dichiarato Rezmi Jreij lunedì. In precedenza, era l’Unhcr a decidere chi era considerato un rifugiato, il governo libanese non era coinvolto in questo processo. In secondo luogo «il governo ritiene che ci siano un sacco di siriani registrati che abusano del sistema. Molti di loro sono migranti economici che vivono in Libano e si sono registrati comunque presso le Nazioni Unite. Vogliamo determinare chi merita lo status di rifugiato e chi no».

BOMBA UMANITARIA AD OROLOGERIA – I provvedimenti del Libano sono legali, perché il Paese non è firmatario della Convenzione sui Rifugiati del 1951, e quindi non è obbligato ad accogliere nessuno. Anche l’Unhcr ha mostrato comprensione, dichiarando “legittime” le preoccupazioni libanesi, e nel frattempo incrementando la cooperazione col Libano e con la comunità internazionale per favorire l’assorbimento dei profughi. Il flusso di siriani verso il Libano però non accenna a diminuire. I profughi vi ritrovano familiari e amici e condizioni che credevano sicure. Una vera e propria bomba umanitaria ad orologeria, su cui ancora aleggia la passività della comunità internazionale.

Alessio Perrone
@alessioperrone

foto: arabpress.eu, armadilla.coop

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2 Risponde a Libano, stop ai profughi siriani. Verso la catastrofe umanitaria

  1. avatar
    Gia 28/11/2014 a 11:02

    Il punto di vista LIBICO?? O LIBANESE??

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  2. avatar
    Gian Piero Bruno 29/11/2014 a 11:57

    Ovviamente libanese, grazie per la segnalazione.

    Rispondi

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