L’Europa boccia il diritto all’aborto: frattura nella sinistra

Sconfitta la mozione progressista, che parlava di "diritto all'aborto" e di "gender": troppo estrema, anche alcuni democratici non l'hanno votata

aborto

La deputata portoghese Edit Estrela (dinheirovivo.pt)

Strasburgo – Il rapporto Estrela, che poneva l’aborto come “diritto umano” non è passato: il Parlamento europeo ha approvato nel tardo pomeriggio di ieri un’altra mozione, di fatto bocciando quella della parlamentare portoghese. Decisivo l’appoggio di molti cattolici dell’area sinistra del Parlamento, tra cui alcuni italiani.

ESTRELA – La mozione originale si spendeva per una armonizzazione dei sistemi legislativi dei diversi paesi per favorire un “aborto sicuro”, da riconoscere come diritto della persona. Nel rapporto, inoltre, erano presenti anche posizioni favorevoli alla teoria “gender” e alla fecondazione medicalmente assistita.
La mozione invitava gli stati dell’Unione a garantire a tutti, a prescindere dall’età, l’accesso ad aborto, contraccezione e fecondazione assistita, imponendo una “rieducazione” degli insegnanti e corsi obbligatori a scuola sull’identità di genere. Aborto ma non solo, quindi, al centro della bufera.
Queste posizioni sono state giudicate troppo estreme anche per alcuni membri del Pd, appartenenti sì al gruppo socialista ma di formazione cattolica, che hanno scelto di astenersi.
Il rapporto Estrela era già stato respinto il 22 ottobre ed era tornato in commissione dove, con modifiche insignificanti, è stato nuovamente approvato e rinviato all’aula, in una corsa contro il tempo.

RISOLUZIONE PPE – Il testo approvato, ideato dall’area moderata e conservatrice del Parlamento, soprattutto il Ppe, prevede che «la formulazione e l’applicazione delle politiche in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nonché in materia di educazione sessuale nelle scuole sia di competenza degli Stati membri», lasciando all’Unione un ruolo di promozione.
La mozione del Ppe è stata quindi approvata con 334 Si e 327 No, grazie anche a numerose astensioni da parte socialista e progressista: l’aborto rimane, quindi, ma spetterà ai singoli stati decidere cosa e quando effettuare azioni di promozione.

REAZIONI – I commenti non si sono fatti attendere. Patrizia Toia, europarlamentare piddina, ha spiegato la scelta in disaccordo con quella compiuta dal suo gruppo: «Fin dall’inizio dell’esame in Commissione Donne abbiamo espresso perplessità sulla radicalità dell’impostazione. Occorre chiedersi perché l’onorevole Estrela non abbia saputo con un approccio diverso costruire una maggioranza solida a sostegno della sua relazione in Parlamento».
la proponente Estrela, invece, ha parlato apertamente di «ipocrisia e oscurantismo» per il voto del Parlamento, mentre Michael Cashman, co-presidente dell’intergruppo Lgbt, ha commentato: «Triste giorno al Parlamento Europeo. Il centro-destra ha respinto il rapporto progressista e approvato un’agenda conservatrice sui diritti delle donne».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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