Lettera aperta ad Andrea Agnelli: ‘Presidente, tenga le due stelle perché…’

Egregio presidente della Juventus Football Club Andrea Agnelli,

Andrea Agnelli (calciosport24.it)

pensavamo fosse finita nel 2006 con le sentenze di Calciopoli, forse frettolose nei confronti di altre squadre, ma non certo scorrette nei confronti della Sua società. Pensavamo fosse finita nel 2011 con il deprimente annuncio della sopravvenuta prescrizione per le “nuove” intercettazioni, triste espediente legale per metterci una pietra sopra quando è passato troppo (?) tempo. E pensavamo fosse davvero finita col magnifico scudetto del 2011/2012, punto esclamativo sul campionato della squadra probabilmente non più forte ma sicuramente più brava, quindi ulteriormente meritato. Ma Lei ci ha smentito in tutte e tre le occasioni e sta – purtroppo – continuando a farlo.

Quel “30” a caratteri cubitali all’ingresso dello Juventus Stadium e la scritta 30 sul campo presentata sulle maglie, Le diciamo la verità, hanno fatto sorridere i Suoi tifosi e sghignazzare i detrattori, ma non hanno disturbato più di tanto. La provocazione di oggi, invece, il «non riconosciamo più l’aritmetica della Federazione e per questo abbiamo tolto le due stelle sulla maglia» è la risposta più deludente che potesse uscire dalla bocca di un membro di casa Agnelli. E le spiego il perché.

Sono 28 perché, nonostante molti studenti della Penisola sarebbero disposti ad appoggiarla nella sua affermazione, la matematica non è un’opinione. E se alla Sua Juventus sono stati revocati due titoli, per me è giusto che continui a dire che la Sua squadra ne ha vinti 30 sul campo, perché quella Juventus sul prato era davvero la più forte. Ma è altrettanto giusto che la Figc, la Uefa, la Fifa e l’aritmetica ne contino 28. Ed è quello il numero che vale.

Sono 28 perché le sentenze vanno rispettate, anche quando bruciano. Ed in Italia non ci si può permettere oltremodo di mancare di rispetto alla legge, ordinaria o sportiva che sia. Lo si è fatto in passato e si prova a continuare a farlo ogni giorno, delegittimando il lavoro di chi le norme le ha scritte e di chi le fa rispettare. Quel lavoro che a volte ha mostrato pecche da parte di chi le ha redatte, è vero, e che gli stessi controllori hanno delegittimato in prima persona, operando con un occhio più alla telecamera che al codice penale. Ma, Le assicuriamo, che un conto è serbare rancore per come sono state trattate le concorrenti, un altro paio di maniche è contestare il trattamento riservato alla Juventus. E lì, è doveroso ricordarglielo, non può permettersi di mettere bocca su nulla in merito a quello che la giustizia sportiva ha ravvisato negli scellerati comportamenti dei dirigenti bianconeri dell’epoca.

Non possiamo fare in tutto il mondo la figura dei “soliti” italiani che se ne fregano della legge e delle sentenze: ci ha già pensato qualcun altro a dare di noi un’immagine abbastanza barbara del Paese nel passato più recente. E la Sua Juventus, che è da decenni un vanto mondiale dell’Italia sportiva, sta facendo semplicemente la figura dello struzzo che nasconde la testa sotto il prato da gioco, continuando a ripetere quel “trenta” come se fosse un mantra, per non scontentare i tifosi. Ma lei è un Presidente, non un ultrà. Ed è un Agnelli.

La nuova maglia della Juventus: c’è lo scudetto, non le due stelle (calciomercatonews.com)

E sono 28 proprio perché lei è un Agnelli, signor Presidente. Perché tanto suo zio Gianni che suo padre Umberto sarebbero sprofondati dalla vergogna se solo avessero visto la Triade cosa aveva combinato alla Juventus nel giro di soli due anni dalla loro scomparsa. Ma, e di questo siamo sicuri, avrebbero fatto tutto quello che i vertici di corso Ferraris hanno fatto dal 2006 a oggi, o quasi. Avrebbero fatto ricorso, chiesto spiegazioni e lottato fino all’ultimo spiraglio. Però, a giochi fatti, per decisione o prescrizione, si sarebbero tenuti stretti quelle due stelle sul petto. E a quel punto avrebbero prima messo piede negli spogliatoi e poi i fondoschiena dietro le scrivanie, per ricostruire una Juve grande come quella di Lippi, in grado di riprendersi in fretta l’Italia, l’Europa e il mondo. E la terza stella.

Se vuole continuare a combattere, Presidente, lo faccia per il futuro del calcio italiano. Chieda che vengano innalzati i tempi della prescrizione, che vengano puniti severamente dirigenti, allenatori e giocatori che partecipano a combine, chieda la radiazione immediata di chi cade nel vergngnoso tunnel della tentazione del doping. E chieda più spazio per i giovani nelle prime squadre, perché il blocco Juventus ha dato tanto (forse tutto) all’ultimo Europeo, ma non ci si può aggrappare ad una sola realtà per sognare in grande con la maglia azzurra.

Poi pensi a Gianni ed Umberto e faccia così anche Lei, Presidente. Impari dagli errori (altrui) e riparta. Qualche esagitato storcerà il naso, ma siamo sicuri che l’Italia calcistica, e non solo, le sarà grata. Dimostri che buon sangue non mente.

Un giornalista, un tifoso (non bianconero), un amante del calcio

Francesco Guarino
@fraguarino

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2 Risponde a Lettera aperta ad Andrea Agnelli: ‘Presidente, tenga le due stelle perché…’

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    Marco 11/07/2012 a 16:43

    Niente…non volete proprio capirlo……o forse vi rode il fatto che neanche la federazione può toglierci quello che abbiamo conquistato sul campo?…..senti a me..scrivi una cartolina a moratti e un altra a galliani e in una devi dire quanto se lo sente ONESTO lo scudetto prescritto e nell altro quanto si sente ridicolo galliani a scrivere alla gazzetta e dire che in coppa italia il milan ha battuto la juve 2 a 1…quando invece è finita 2 a 2 e juve in finale… e ancora per colpa del gol di muntari abbiamo vinto lo scudetto?… ricordagli pure che il campionato è finito con 4 punti di vantaggio sul milan…e che quando abbiamo fatto la nostra avalcata verso il trionfo eravamo a – 7 dal milan…

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  2. avatar
    Marco 11/07/2012 a 16:44

    Parlo con te come parlerei col milan e inter….vedi la juve parlare dei fatti di casa altrui??… no….quindi prima di sputare sulla juve guardate le vostre cazzate..

    Rispondi

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