Letta: ‘In Europa nessuno si salva da solo’

letta (wikimedia.org)

Enrico Letta (wikimedia.org)

Roma – «Si deve cancellare lo stereotipo di un’Italia “assistita”» dall’Europa: è il pensiero del presidente del Consiglio, Enrico Letta, secondo cui il nostro Paese «ce l’ha fatta da solo» a risollevarsi dalla crisi «e ce la fa da solo». Letta ha assicurato riguardo al futuro prossimo dell’Italia, intervenendo oggi al congresso dell’Spd in corso a Lipsia, in Germania. Un messaggio forte, quello suggerito dal presidente del Consiglio, accolto da un coro di applausi.

UN’EUROPA UNITA - «Dal successo o dall’insuccesso dell’Italia dipende una parte dell’uscita della crisi dell’Europa», ha dichiarato Letta, che ha poi aggiunto che secondo lui il Paese ha dimostrato «che sa fare il suo dovere fino in fondo». «Si deve far passare il messaggio che in Europa nessuno si salva da solo», ha successivamente aggiunto il presidente del Consiglio. «C’e’ bisogno di un’Europa che faccia partire la legislatura della crescita. C’è bisogno di crescita e di lotta alla disoccupazione e alle diseguaglianze», ha spiegato Letta che ha avuto oggi un lungo colloquio con il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz.

«Credo che nella legislatura che si aprirà con il semestre di presidenza europeo dell’Italia – ha dichiarato Letta – ci sia bisogno di una Germania e di un’Italia che siano in grado di lottare insieme per un’Europa della crescita, della lotta alle diseguaglianze e soprattutto alla disoccupazione».

L’AUSPICIO – Letta auspica un legame saldo tra Italia e Germania, al fine di evitare il rischio che dalle elezioni di primavera esca «il parlamento europeo più antieuropeo della storia». Per evitare questo baratro, secondo il Premier, «non possiamo più sbagliare come ha fatto l’Europa nei primi anni della crisi». «Sento forte la responsabilità di un Paese dal cui successo o insuccesso può dipendere l’uscita dalla crisi europea – ha spiegato infine Letta – e sento forte questa responsabilità dopo il voto datomi dal parlamento italiano il 2 ottobre. Sento la responsabilità di un’Italia che sia in grado di dimostrare che sa fare il suo dovere fino in fondo, un paese che rispetta le regole, che è tra i fondatori dell’Ue ed è europeista per davvero».

Alberto Staiz

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