L’Esorcista torna nei cinema, quarant’anni dopo

esorcista locandina (mymovies.it)

L'esorcista torna al cinema (mymovies.it)

Quarant’anni dopo la prima visione, L’esorcista torna nelle sale cinematografiche di tutto il globo. Il film che ha cambiato un genere e riscritto le regole dell’horror, è nuovamente nelle sale di tutto il mondo, per un giorno: versione rimasterizzata, minuti aggiuntivi e tutto il necessario per assaporare il quarantesimo anniversario di un capolavoro del cinema e tributare il giusto riconoscimento al suo regista.

Leone d’oro – Sarà la settantesima Mostra del cinema di Venezia a premiare William Friedkin, il regista che ebbe il coraggio, l’ardire e la capacità di portare al cinema la complessa e controversa storia della giovane Regan, ragazzina innocente eppure posseduta dal Demonio. Friedkin, in concomitanza con il suo settantottesimo compleanno, riceverà il premio alla carriera, costellata anche dal successo – con Oscar – de Il braccio violento della legge.

L’esorcista debuttò nel 1973, causando ondate di panico e isteria, soprattutto negli Stati Uniti; i medici vietarono ai cardiopatici di assistervi e poco mancò alla psicosi collettiva. La storia è narrata nel romanzo di William Peter Blatty, pubblicato nel 1970, che ne vendette i diritti alla Warner Bros, che dovette trovare un regista adatto, chiedendo anche a Kubrik e Penn.
Contro Satana agisce padre Damien Karras, sacerdote dubbioso sul funzionamento degli esorcismi, che vedrà messa alla prova la sua fede nei terribili giorni di lotta contro il Maligno, cercando di salvare l’anima, se non il corpo, della giovane vittima.

Oggi, 19 giugno, il film torna quindi nelle sale cinematografiche di tutto il globo; restaurato e digitalizzato, sarà proiettato nella versione Director’s cut, con ben 11 minuti di scene inedite, tagliate nel montaggio del 1973, perché giudicate “eccessive”. Il film, come il libro, era stato curato nei dettagli, tanto da giungere a usare l’audio di reali esorcismi, procurati a Friedkin da esorcisti reali con cui era entrato in contatto. Lo scopo del regista e dell’autore era quello di produrre un film il più realistico possibile: entrambi cattolici, hanno adottato uno stile più vicino al documentario che al genere horror.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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