Leonardo, Michelangelo e Raffaello: festa di compleanno svedese

Nell’Eriksbergshallen di Göteborg una grande mostra che parla italiano attraverso l’arte di tre maestri del Rinascimento

di Laura Dabbene

L’uomo vitruviano di Leonardo

Il grande Leonardo deve il suo “cognome”, da Vinci, alla cittadina toscana che gli diede i natali il 15 aprile 1452. Raffaello di Giovanni Santi, da cui l’appellativo Sanzio, emise invece il primo vagito ad Urbino nel 1483, esattamente il 6 aprile. Marzolino era il Buonarroti, nato a Caprese nel 1475, il 6 di quel mese. Quasi si sovrappongono quindi i loro compleanni che in questo 2010 si festeggiano non al suono di un nostrano “Buon compleanno”, quanto con un insolito augurio in svedese “Grattis på födelsedagen”. È infatti Göteborg ad ospitare, fino al prossimo 15 giugno, l’evento celebrativo del natale di Leonardo voluto ogni anno dal Museo Ideale Leonardo da Vinci e in particolare dal suo direttore, Alessandro Vezzosi.

Costretto da qualche tempo alla chiusura a causa di infiltrazioni d’acqua il Museo Ideale, con sede a Vinci, non ha infatti rinunciato a ricordare il suo illustre concittadino, esportandone i capolavori in Svezia, terra nordica solo apparentemente lontana o estranea dal mondo e dal contesto in cui Leonardo visse e lavorò. Il poliedrico genio coltivò infatti una spiccata curiosità verso i paesi del nordeuropa, come dimostrano i dettagli con cui arricchisce il racconto su un bizzarro animale tipo di quelle zone, il macli: «Questa bestia nasce in Iscandinavia isola. Ha forma di gran cavallo, se non che la gran lunghezza dello collo e delli orecchi lo variano. Pasce l’erba allo ‘ndirieto, perché ha sì lungo il labbro di sopra che pascendo innanzi cop[r]irebbe l’erba. Ha le gambe d’un pezzo; per questo, quando vol dormire, s’appoggia a uno albero, e i cacciatori, antivedendo il loco usato a dormire, segan quasi tutta la pianta, e quando questo poi vi s’appoggia nel dormire, per lo sonno cade. E cacciatori così lo pigliano, e ogni altro modo di pigliarlo è vano, perché è d’incredibile velocità nel correre.» (Leonardo, Scritti letterari, a cura di Augusto Marinoni, Milano, Rizzoli, 1974).

Inaugurata a marzo alla presenza del ministro della Cultura svedese Lena Adelsohn Liljeroth, la mostra ha un titolo suggestivo, che evoca immediatamente la portata rivoluzionaria e innovativa dell’esperienza artistica dei tre maestri, capaci di illuminare il mondo attraverso la loro pittura: And There Was Light. Leonardo Michelangelo Raphael. The Masters of the Renaissance. La curatela, oltre che a Francesco Buranelli, è affidata ad Alessandro Vezzosi che ha recentemente arricchito il catalogo leonardesco di un nuovo elemento, un Profilo di principessa realizzato attorno al 1490 su cui sarebbe stata ritrovata addirittura un’impronta digitale del genio vinciano. Questo piccolo capolavoro, realizzato a gesso ed inchiostro su pergamena e proprietà di un collezionista privato canadese, sarà uno dei pezzi forti della mostra svedese dove, accanto alle circa 60 opere rinascimentali, troveranno posto 17 lavori contemporanei, a conferma dell’esistenza di un dialogo continuo tra l’arte del passato e quella del presente.

Raffaello

Non meno rilevante della presenza leonardesca è quella di Raffaello. La mostra di Göteborg è un’occasione importante per il pubblico svedese, nonostante la presenza di opere del maestro urbinate nei musei di Stoccolma e nelle collezioni della “vicina” Galleria Nazionale di Oslo, per ammirare in casa propria dipinti sicuramente di mano di Raffaello ed osservare dal vivo la prima firma finora accertata su un suo lavoro. Si tratta di un dipinto giovanile raffigurante lo sposalizio mistico di Santa Caterina, datato agli anni 1497-1499 dallo storico dell’arte Carlo Pedretti, professore emerito di storia dell’arte italiana presso l’Università della California di Los Angeles e direttore dell’Armand Hammer Center, considerato, nonostante alcune sue attribuzioni non siano concordemente accettate e condivise da tutti gli studiosi, uno dei maggiori esperti dell’opera di Leonardo.

Prestigioso, almeno quanto gli artisti di cui si espongono i lavori, è il catalogo della mostra pubblicato dalla rinomata casa editrice d’arte L’Erma di Bretschneider. Per tutti coloro che non potranno volare in Svezia ad ammirare le opere dal vivo le riproduzioni a colori saranno gioia e consolazione per gli occhi, a dire il vero senza troppi rimpianti per chi ha la fortuna di vivere in Italia, dove si può ampiamente godere di molti capolavori dei tre big restando comodamente entro i confini dello stivale.

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