L’empatia tra cane e padrone ora è provata scientificamente

cane e padrone

Il rapporto tra cane e padrone riesce a essere più forte anche della morte (foto: noelife.it)

Roma – Chi ama i cani sostiene di averlo sempre saputo, ma ora è provato scientificamente. Il legame che si instaura tra un essere umano e il proprio cane è sempre qualcosa difficilmente descrivibile a parole, solamente chi si fa accompagnare nel suo quotidiano da Fido riesce a comprendere appieno il rapporto che si può instaurare e come questo duri nel tempo. Una ricerca portata a termine dal Mta-Elte Comparative Ethology Research Group in Ungheria, pubblicata sul Current Biology, ha appurato come il cervello del cane è sensibile come quello di un qualunque essere umano ai segnali delle emozioni e degli stimoli esterni. Ecco spiegato perché i cani, forse a differenza dai felini, riescono a comprendere meglio gli stati d’animo del padrone, reagendo alla sofferenza umana cercando di fornire in qualche modo un motivo di sollievo.

LO STUDIO - Secondo la ricerca i cani e gli esseri umani, condividendo gli stessi spazi abitativi, utilizzerebbero gli stessi meccanismi cerebrali per elaborare le informazioni che giungono dall’esterno. In particolar modo gli studiosi hanno sottoposto 11 cani e un gruppo di persone a risonanza magnetica monitorando le attività del loro cervello durante l’ascolto di oltre 200 suoni emessi da cani e persone, come ad esempio il pianto di un bambino o l’abbaio di un cucciolo. La risonanza ha mostrato un risultato, non così del tutto inaspettato per gli scienziati: gli uomini e i cani le aree stimolate dai suoni si trovano in spazi simili, tanto da osservare come il cervello di due specie, piuttosto diverse, sviluppi emotività in modo similare.

LO SBADIGLIO UMANO CONTAGIA IL CANE - La ricerca effettuata recentemente ha anche mostrato come uno sguardo, un’espressione o un semplice gesto può far comprendere un nostro particolare stato d’animo al nostro amico a 4 zampe. Di non troppi mesi fa, infatti, era la notizia di come lo sbadiglio fosse contagioso per i cani, soprattutto nel caso in cui sia il loro padrone a sbadigliare mentre quello di un estraneo avrebbe meno acchito su Fido che si comporta esattamente come gli umano, rispondendo empaticamente all’essere umano a una condizione: nel caso in cui lo sbadiglio sia vero e non simulato.

Anche nell'atto dello sbadiglio, Fido risponde empaticamente all'essere umano (foto: memic.net)

Anche nell’atto dello sbadiglio, Fido risponde empaticamente all’essere umano (foto: memic.net)

 

HACHIKO E GLI ALTRI - Come detto in precedenza, questo studio non ha di certo sorpreso tutte quelle persone che condividono la propria vita con Fido. Il rapporto di empatia tra 4 zampe e padrone alle volte riesce a essere più forte anche della morte, tanto che l’amato cane non riesce a separarsi dal suo amico umano, nemmeno quando quest’ultimo non è più in vita. Di esempi di questo tipo la storia è piena: da Hachiko, l’Akita diventato famoso a seguito del film del 2009, che ha atteso per quasi dieci anni il padrone morto nel posto in cui il suo amico prendeva il treno per raggiungere il posto di lavoro a Capitan o Senzanome, che continuano a vegliare la tomba del proprio umano.

foto homepage: tfosuccess.com

Eleonora Ottonello

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