Roma – Benvenuti a questo appuntamento introduttivo della nostra nuova rubrica Leggere il mondo, introduzione che vi spiegherà come e perché sarete trascinati di continente in continente nei prossimi dodici mesi. Ovviamente grazie ai libri.
Ogni ultima settimana del mese vi proporremo un Paese, una angolo più o meno sperduto del mondo e cercheremo di mostrarvelo attraverso lo sguardo di un autore, ma non di un romanziere, di un drammaturgo o di un poeta, quasi sempre si tratterà di un giornalista: l’idea è fornirvi una fotografia di ciascun luogo in momenti storici particolari, per comprendere un po’ meglio il mondo di oggi, per averne meno paura, per amarlo di più.
L’attenzione sarà quindi focalizzata – salvo alcune eccezioni che scoprirete al momento opportuno – su reportage e ricostruzioni proposte da mostri sacri del giornalismo mondiale come Seymour Hersh e Anna Politkovskaja, persone che hanno visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, parafrasando il “replicante” Rutger Hauer di Blade Runner.
Scaleremo le colline del Vietnam inzaccherandoci di fango, vedremo le classi americane meno abbienti resistere alla crisi del ’29 – magari potremmo anche capire come cavarcela in questa grande crisi – cercheremo di comprendere la vita in un kibbutz israeliano e di sopravvivere ai cecchini nel Libano martoriato.
Preparatevi a viaggiare con noi, in pochi minuti sarete altrove, lontanissimi, per pochi istanti impermeabili al logorio
della vita quotidiana. Se poi vorrete prolungare questa “vacanza” basterà decidere di comprare uno dei libri che vi racconteremo.
A margine dell’interpretazione che vi presenteremo, abbiamo deciso di garantirvi un valore aggiunto cioè una selezione di altri volumi che però si discostino dal titolo principale in più sensi: le differenze potranno quindi leggersi dal punto di vista “politico” oppure narrativo, visto che insieme ai reportage e alla saggistica vi suggeriremo opere di finzione, quindi romanzi, opere teatrali, raccolte di poesie. Questo per permettervi di avere una visione il più possibile “quadrimensionale” – la dimensione temporale non è da tralasciare, vista la sua importanza – delle mete del nostro viaggio letterario.
Per i lettori veri – quelli che quando leggono un libro sono totalmente immersi in esso e non si curano di quello che accade intorno a loro – e anche per quelli che vorrebbero riuscire a sprofondare nella lettura, ma che proprio non riescono, c’è poi una sorpresa. Ogni mese una musica e un cibo – incluse le bevande – abbinabili alla lettura del libro e al Paese consigliato.
Perché questa scelta? Perché crediamo che leggere sia un’esperienza che debba essere vissuta con tutti i sensi, per imparare a “sentire” gli odori che raccontano le storie, di “toccare” tutte le terre da cui le storie vengono, di “assaporare” i frutti di quelle terre, insomma per conoscere tutti i fattori che determinano la bellezza e la varietà delle culture di tutto il mondo.
Francesca Penza
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