Legge elettorale, oltre 1 milione di firme per l’abrogazione del “Porcellum”

ROMA – Sono 1.210.406 le firme raccolte dal comitato referendario e dall’Idv che sono state depositate questa mattina presso l’Ufficio elettorale centrale della Cassazione. Le firme, che puntano ad abrogare il Porcellum, sono state trasportate da tre furgoni e sono contenute in 200 scatoloni. Al deposito delle sottoscrizioni raccolte in poco più di un mese erano presenti i rappresentanti del comitato organizzatore e i vertici dell’Italia dei valori, guidati da Antonio Di Pietro.

 

Grande euforia e applausi quando di fronte all’ingresso dell’Ufficio centrale si sono presentati i tre furgoni. «Gli italiani vogliono riconquistare il diritto di scegliere chi votare ed eleggere» ha affermato Mario Segni che parla di ”galoppata entusiasmante”. «Speriamo – dice – che le manovre di Palazzo non vanifichino questo bisogno». Molto soddisfatto anche Arturo Parisi, che ha personalmente condotto nel Pd una battaglia pro-referendum.

 

«Il conto alla rovescia è cominciato – ha detto l’esponente ulivista del Pd – un milione e duecentomila persone hanno sottoscritto la loro rabbia e la loro speranza. Aver raccolto così tante firme in così poco tempo è un miracolo della democrazia. I cittadini hanno fatto una domanda, il Parlamento e la politica devono dare una risposta, visto che tutti hanno detto che questa legge è indifendibile». Soddisfatti anche i rappresentanti di Sinistra ecologia e libertà che hanno raccolto 150mila firme, per conto del comitato organizzatore. «E’ un successo del popolo – ha commentato Loredana De Petris – che va al di là delle aspettative. Ai banchetti, in queste settimane, la gente ci ha chiesto un cambiamento radicale».

 

«I cittadini – ha chiosato Gennaro Migliore – hanno certificato la loro voglia di cambiamento e il bisogno di chiudere una stagione politica catastrofica». Andrea Morrone, presidente del Comitato dei promotori, spiega: «Entro il 10 dicembre la Corte deciderà. Poi passeranno al vaglio della Corte Costituzionale. E se non ci saranno sorprese con scioglimento delle Camere anticipato, il referendum dovrebbe tenersi a primavera, tra il 15 aprile e maggio 2012». Oggi, avverte, «si è avverato un miracolo popolare, è il secondo miglior risultato dopo quello del ’93 con 1milione 370mila firme».

 

Alla soddisfazione per aver contribuito con quasi 450mila firme al raggiungimento del numero necessario per la presentazione del referendum, Antonio Di Pietro aggiunge le condizioni per riformare il sistema di voto ed elenca i punti fermi posti dall’Italia dei valori: «La non candidabilità delle persone condannate e la decadenza se gli eletti vengono condannati durante il mandato parlamentare. In secondo luogo chiediamo che venga imposta la non candidabilità delle persone rinviate a giudizio e infine che venga disposta l’esclusività del mandato parlamentare, prevedendo l’impossibilità di assumere altri ruoli da parte di coloro che fanno i parlamentari».

Natalia Radicchio

Foto| via www.statoquotidiano.it

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