Legge elettorale: oggi la decisione sull’ammissibilità dei quesiti referendari

Roma - Una giornata decisiva questa per il destino del referendum sulla legge elettorale. C’è la Corte Costituzionale che decide, infatti, se i due quesiti sono o meno ammissibili.
Si è conclusa da poco la fase dibattimentale. Ci sono state le relazioni degli avvocati dei comitati promotori del referendum e degli avvocati democratici che sostengono le tesi referendarie anche se con posizioni leggermente diverse. C’è stata la relazione del giudice della Corte Costituzionale Sabino Cassese ed ora la Corte si riunisce in camera di consiglio per prendere una decisione, che qualsiasi sia avrà comunque un importante influsso sull’agenda politica delle prossime settimane, poiché da questa decisione si comprenderà con quale legge elettorale si andrà verso le prossime elezioni; se con la vecchia, ovvero il cosiddetto “mattarellum” o se l’attuale “porcellum” dell’ex Ministro Calderoli verrà abrogata in tutto o in parte.

I quesiti sono due e hanno l’obiettivo di abrogare l’intera legge elettorale in vigore per tornare al vecchio “mattarellum”. La Corte Costituzionale deve decidere sull’ammissibilità dei due quesiti, tenendo in mente il principio secondo il quale in materia di legge elettorale non può esistere un vuoto normativo e dunque si discute sulla possibilità che l’eventuale cancellazione delle attuali norme possa auotomaticamente riportare in vita quelle precedenti.

Questa la tesi dei comitati referendari secondo i quali, con la cancellazione dell’ultima legge tornerebbe automaticamente in vigore quella precedente, il cosiddetto “Mattarellum” del 1993, che prevede l’assegnazione del 75% dei seggi col sistema uninominale maggioritario e del restante 25% col proporzionale di lista. Fino ad ora la giurisprudenza della Corte ha teso ad escludere questa possibilità seppure sulla questione della cosiddetta reviviscenza non esiste uno specifico precedente in materia elettorale.

La Corte potrebbe scegliere anche un’altra strada: sollevare d’ufficio la questione di legittimità costituzionale sull’attuale sistema e sospendere nell’attesa il giudizio di ammissibilità sui quesiti. Se la consultazione dovesse dare parere positivo sull’ammissibilità, il referendum dovrebbe svolgersi entro giugno a meno che il Parlamento non trovi nel frattempo l’intesa su una nuova legge o che non si vada ad elezioni anticipate.

Nel caso invece decidesse di non considerare ammissibili i quesiti, potrebbe comunque sollevare questioni e problemi relativi all’attuale “porcellum”, stimolando così il Parlamento a varare in tempi brevi una nuova legge elettorale.

Davide Lopez

 

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