Legalizzazione della marijuana: lo stato dell’Ohio boccia la proposta

Usa. Il 65% degli elettori dell'Ohio ha bocciato il disegno di legge che avrebbe consentito di legalizzare l'uso di marijuana a scopo ricrreativo

Copia di marijuanafotowpn

Usa – L’Ohio ha respinto la proposta di legalizzazione dell’uso della marijuana a scopo ricreativo. La posizione assunta dallo stato dl Mid West è stata espressa nella giornata di ieri 3 novembre attraverso un referendum che ha, difatti, portato ad una eclatante vittoria del “partito del no”. Stando ai dati forniti dalle autorità dello Stato dell’Ohio, la mozione risulta essere stata bocciata dal 65% degli elettori contro un modesto 35% schieratosi invece a favore della liberalizzazione.

DISEGNO DI LEGGE PER LA LEGALIZZAZIONE DELLA MARIJUANA – Il possesso e la vendita controllata delle droghe leggere restano dunque iscritte nel registro dei reati. La misura avrebbe consentito agli adulti – a partire dal ventunesimo anno di età –  di usare, acquistare o coltivare fino a quattro piante di marijuana; esattamente come avviene già in cinque Stati americani, ovvero Colorado, Oregon, Washington, Alaska e nel distretto della Columbia. Senza contare che l’uso medico della cannabis è stato ammesso ormai da tempo in oltre 23 stati a stelle e strisce.

IL MONOPOLIO DELL’IMPRENDITORIA LOCALE - Secondo quanto riportato da IlGiornale.it, la vittoria del “si” avrebbe condotto alcune prestigiose elites imprenditoriali presenti sul territorio a finanziare le vendite di marijuana elargendo una somma pari a 23,5 milioni di dollari. In tal modo, il controllo del mercato della cannabis – di norma in mano agli attivisti – sarebbe passato nelle mani delle corporation, quel che Troy Dayton, -attivista che da decenni di batte per la legalizzazione – ha definito come «persone principalmente motivate dal denaro, non dal senso di giustizia».

LA CAMPAGNA STANZIATA DEGLI ATTIVISTI – Gli attivisti tenacemente impegnati nella battaglia a favore della legalizzazione, diversamente dai potenti detentori di cash, avrebbero invece speso quasi 12 milioni di dollari in pubblicità, chiedendo la creazione di dieci siti finalizzati alla commercializzazione della marijuana. Ciononostante, l’assottigliamento delle barriere proibizionistiche non sembra essere un’azione concretamente attuabile, almeno non per ora.

Antonietta Mente

@AntoMente

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