Lega Nord. Salvini ruba il programma agli indipendentisti veneti

salvini indipendenza

Matteo Salvini (corriereweb.net)

Roma – Come si fa a essere più indipendentista degli indipendentisti e, nel mentre, a diventare un partito di caratura nazionale? Se il segretario Lega Nord Salvini riuscisse a risolvere il rebus meriterebbe in premio la Padania. Siccome la questione è tutt’altro che semplice, si deve iniziare con il chiarire un punto: il Carroccio sta pescando a piene mani dal programma e dalle azioni degli indipendentisti veneti, guidati da quel Gianluca Busato, presidente del sito Plebiscito.eu dove, lo scorso marzo, si riuscì a radunare on-line qualche migliaio di voti (ufficiosi) per la sottoscrizione dell’indipendenza veneta. Una mossa che mobilitò la procura di Brescia la quale, all’inizio di aprile, sbatté in galera un nutrito gruppo di aderenti ai movimenti indipendentisti di tutta Italia con la pesante accusa di terrorismo, salvo poi rilasciarli poche settimane dopo.

PASSI INDIPENDENTISTI – Da allora sono passati sei mesi. Tempo che i movimentisti non hanno buttato: hanno dichiarato indipendenza (ufficiosa), promosso lo sciopero fiscale, organizzato un piano fiscale programmatico che prevede l’aliquota unica del 20% e l’Iva al 15%, emesso la prima forma di Bond per finanziare il voto alle urne, incassato dalla Regione il via libera per l’azione referendaria forse già il prossimo autunno, avviato raccolte fondi, reperito volontari, installato gazebo, organizzato eventi, avviato in fase embrionale la prima istituzione repubblicana, le Poste del Leone, e fondato ufficialmente il primo movimento politico, Veneto Sì. Giorno 20 luglio, ore 9.00 della mattina all’Hotel Crowne Plaza di Padova.

salvini indipendenza poste venete

Timbro delle Poste venete (plebiscito.eu)

PASSI LEGHISTI – Poi c’è la Lega Nord che si raduna poche ore dopo al Centro Congressi A. Luciani a 15 minuti di macchina dall’evento indipendentista, sventola il sole delle Alpi e il Leone di San Marco, applaude a Bossi e riconferma Matteo Salvini segretario il quale dice: «Oggi lanciamo una rivoluzione fiscale che, in ottobre, spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un’aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal Nord al Sud, per ricchi e poveri. La nostra scommessa è quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa». Il tutto guarnito con slogan sull’autosufficienza locale, i no a nuove alleanze con un centrodestra statalista e i soliti temi sull’immigrazione di portata più nazionale. Le coincidenze abbondano. Tanto che viene da chiedersi quanto ci sia di concordato tra i due gruppi che per anni si sono scornati su indipendentismo e autonomia. Ed è qui che si dibatte la questione centrale.

REFERENDUM AL VOTO – In Veneto gli indipendentisti la stanno facendo da padrone mentre sono sul punto di occupare, a partire dall’elettorato, gli spazi che furono del Carroccio. E il loro agire appare più efficace che mai, complice la crisi e una politica nazionale incapace di riformarsi.

La Lega corre dietro. E lo fa sul filo di un’ambiguità che le consente di fare dimenticare ai più o ai più distratti la fede autonomista, cosa diversa dall’indipendenza agognata da molti nel Nord Est. Senza contare che a Venezia, post dimissioni del sindaco Orsoni causa scandalo Mose, si deve votare e gli indipendentisti hanno il loro candidato; senza dimenticare che Padova è già leghista sotto la giunta Bitonci; senza omettere che il giorno in cui, lo scorso 11 giugno, la Regione di Luca Zaia diede il nulla osta per il referendum indipendentista, promosse anche un progetto di legge sul referendum autonomista richiesto dalla Lega, questione che ha preoccupato Busato su un possibile caos dei risultati di voto e dei contenuti.

A guardare con malizia pare che il Carroccio voglia mettersi sulla scia dei movimentisti, pronto a cannibalizzare i loro successi, perché un Veneto a regime di concorrenza fiscale svizzero implicherebbe necessariamente un intero Nord obbligato a porsi nelle stesse condizioni per poter sopravvivere. E così via, fino a  produrre – questa la visione – una sorta di reazione a catena anche nelle rimanenti regioni.

Cosicché se gli indipendentisti vincono, vince anche il partito di Salvini; se perdono, al partito di Salvini rimane comunque la carta da giocare dell’autonomia su scala nazionale. Insomma, a conti fatti Salvini se la cava in ogni caso.

Sicché si torna la punto: come si fa essere più indipendentisti degli indipendentisti? Chiedere al segretario del Carroccio.

Chantal Cresta

Foto || plebiscito.eu; corriereweb.net

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10 Risponde a Lega Nord. Salvini ruba il programma agli indipendentisti veneti

  1. avatar
    Thomas 21/07/2014 a 09:20

    Ma chi l’ha scritto questo articolo: Paperino?
    A fine marzo “Gianluca Busato, presidente del sito Plebiscito.eu dove, lo scorso marzo, si riuscì a radunare on-line qualche migliaio di voti (ufficiosi)”… le migliaia sarebbero 2.100 visto che si tratta di oltre due milioni di votanti.
    “Da allora sono passati sei mesi”… oddio se da fine Aprile (i giorni delle scarcerazioni) sono passati sei mesi significa che siamo già a fine ottobre…. SUVVIA!!!
    Non continuo per carità cristiana…

    Rispondi
  2. avatar
    Silvano 21/07/2014 a 13:39

    Mi piace la parola bond repubblichini ,ma fatemi il piace fate studiare i vostri giornalisti

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      Chantal Cresta 21/07/2014 a 14:17

      Se è la linea temporale che le preme tantissimo l’accontento: da marzo a fine luglio sono 4 mesi. Abbondiamo a 5 giacché agosto è alle porte?
      Risolto il problema più spinoso, passiamo ai votanti.
      Ho riportato qualche migliaio perché la quota ufficiale di voti non è ancora stata resa nota dagli organizzatori. Pare stiano facendo gli ultimi conti e verifiche, dopo i quali le cifre saranno ufficiali. E se per caso ha intenzione di comprare bond, si sbrighi perché- dicono dal sito – i prezzi potrebbero aumentare. Prometto che studiero’. Prometto.

      Rispondi
  3. avatar
    caterina 21/07/2014 a 16:30

    sei forte Chantal ! dov’è che ti posso leggere ancora?…non m’era mai capitato d’imbattermi in qualche tuo articolo!

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      Chantal Cresta 21/07/2014 a 20:34

      Sicura di voler leggere chi non ha studiato?… Freddure a parte, grazie. Io sono sempre qui

      Rispondi
  4. avatar
    Thomas 22/07/2014 a 09:33

    Chantal sei una sagoma! Meravigliosa! :D

    “Ho riportato qualche migliaio perché la quota ufficiale di voti non è ancora stata resa nota dagli organizzatori”

    E perchè non qualche centinaia, o qualche decina…. oppure ZERO visto che i voti non sono ancora stati certificati…

    Poi mi piacerebbe sapere quando una proclamazione d’indipendenza unilaterale passa da “ufficiosa” a “ufficiale”… ma ammetto che questo sarebbe solo far polemica :p

    Eppoi hai promesso di studiare quindi un po’ di credito te lo devo dare. Mi raccomando, allora, la prossima volta facciamo i compiti senza Peppa Pig :P

    Par tera, par mar…

    Rispondi
  5. avatar
    Thomas 22/07/2014 a 09:35

    Chantal sei una sagoma! Meravigliosa! :D

    “Ho riportato qualche migliaio perché la quota ufficiale di voti non è ancora stata resa nota dagli organizzatori”

    E perché non qualche centinaia, o qualche decina…. oppure ZERO visto che i voti non sono ancora stati certificati…

    In più mi piacerebbe sapere quando una proclamazione d’indipendenza unilaterale passa da “ufficiosa” a “ufficiale”… ma ammetto che questo sì sarebbe solo far polemica :p

    Ma sei stata brava, hai promesso di studiare quindi un po’ di credito te lo devo dare. Mi raccomando, allora, la prossima volta facciamo i compiti senza Peppa Pig :P

    Par tera, par mar…

    Rispondi
  6. avatar
    Lorenzo 22/07/2014 a 19:35

    Più di due milioni di voti al referendum, non qualche migliaio.
    Nel dubbio sarebbe stato più saggio scrivere “dall’esito ancora tutto da verificare” o “dall’esito controverso”, a scelta.
    Dal referendum ad oggi non sono 6 mesi ma 5.
    Il sindaco di Venezia è Orsoni, non Orfini.

    Consiglio con tutto il cuore un cambio di mestiere (o, spero, di hobby).

    Rispondi
  7. avatar
    Gian 23/07/2014 a 10:05

    I voti sono corca 110.000, voto più voto meno!

    L’articolo xe interesante e fato puito anca se co calche inprecision, oro!

    I bond xe na “ciavada” ( scuse el termine ma in lengua venetase dixe cusì) parchè no esiste nesun garante e tuti i schei i va so un CC de un privato….ocio!

    WSM

    Rispondi
    • avatar
      Chantal Cresta 23/07/2014 a 10:45

      Quando le cose nascono male, vanno male. Colpa mia. Amen.
      Tuttavia, prima di cambiare mestiere e/o hobby mi si consenta due repliche.
      La quantità generica di votanti ‘qualche migliaia’, è la stima su cui – al momento – detrattori e sostenitori sono concordi. Ovvero, aspettando i numeri, ci si orienta sulle migliaia. Dopodiché ognuno interpreta e interpreterà i dati come gli pare.
      Per quanto riguarda i bond, trattasi di ‘ciavata’ qualora li si intenda come forma di investimento. In realtà, Plebiscito fa sapare che trattasi solo di forma di finanziamento, appunto, onde scongiurare malintesi e denunce. Personalmente non approvo né disapprovo l’iniziativa, do atto però che i signori ce la mettono tutta.
      Ora scusate ma Paperino e Peppa Pig mi stanno aspettando per andare insieme a ripetizione.

      Rispondi

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