Lega e dintorni, il razzismo è un’opinione

Jessica Brugali, la nordissima Miss Padania 2011

Milano – Il mito della razza pura era l’ideologia dominante del nazismo. Occhi azzurri, capelli biondi, altezza oltre la media e un fisico perfetto, oggi arricchito da un dna attestante l’autenticità delle proprie origini, questa la ricetta per entrare nell’olimpo degli eletti. Un modo di intendere e diversificare la razza umana che comportò la morte di 62milioni di persone, cifra totale delle vittime alla fine della seconda guerra mondiale. A quasi ottant’anni dall’avvento di Hitler al potere (1933), questa visione distruttiva del mondo e dei suoi abitanti ancora persiste. A più riprese e in diverse parti del globo, infatti, partiti politici e ideologi dell’ultima ora, propongono barriere e ostacoli per impedire a cittadini che non rispettano canoni estetici, culturali e sociali di un determinato territorio o Paese di poter convivere pacificamente all’interno degli altrui confini geografici.

Sarà la vicinanza al patrio suolo germanico e la condivisione di una parte considerevole di patrimonio genetico, che in Svizzera si sta risollevando un vento razzista. L’’Udc, Unione democratica di centro il partito elvetico di estrema destra, ha basato la sua campagna elettorale, in vista delle elezioni federali del 23 ottobre, sulla reintroduzione dei contingenti e la rinegoziazione dell’accordo sulla libera circolazione della persone. A rilevarlo il sito online di Swissinfo, su cui si legge che, secondo la destra elvetica gli stranieri  sono colpevoli di «far lievitare la criminalità, di approfittare del sistema sociale, di abusare del diritto di asilo». Una campagna elettorale vincente, sembrerebbe,  visto che l’Udc alle ultime elezioni è divenuta la prima forza politica nazionale. Una propaganda politica che fomenta le paure dei cittadini facendoli diventare intolleranti verso lo straniero, e che non risparmia proprio nessuno visto che attacca su tutti i fronti: immigrati dell’Ue o di altri paesi, frontalieri e richiedenti l’asilo.

I manifesti della destra elvetica non hanno risparmiato immagini antropomorfe ma molto esplicative, come  quella famosa della pecora nera che viene cacciata con una pedata, usata nelle precedenti elezioni. Per questa campagna si è invece puntato sull’immagine infangata di «figure oscure che attraversano la frontiera e calpestano con scarpe nere il suolo svizzero». Una paura, quella dello straniero, che già circola da tempo in Svizzera  e che ruota attorno all`iniziativa popolare “Contro l`immigrazione di massa“. Swissinfo lancia l’allarme, precisando che cittadini elvetici hanno presentato  un testo in cui si chiede al governo di regolare l’afflusso di stranieri ponendo tetti massimi e contingenti annuali, stabiliti «in funzione degli interessi dell’economia e nel rispetto del principio di preferenza agli svizzeri».

Abigail Barwuah,

Abigail Barwuah, simpatizzante leghista

È in Italia le cose non vanno di certo a favore degli immigrati e dei meridionali. Ma la cosa curiosa è che la nuova testimonial del partito bossiano è un’extracomunitaria non naturalizzata italiana. «La Lega? Potrei votarla. Anche se ancora non ho diritto di voto in Italia – ha dichiarato Abigail Barwuah, sorella naturale di Mario Balotelli in un’intervista a “Diva e donna”-  ho capito che dice cose giuste e non e’ un partito razzista». Concorrente de “L’Isola dei Famosi” e  ghanese di nascita, non rispecchia certo il mito della nordista perfetta. Eppure afferma di essere diventata amica di  Miss Padania in carica, Jessica Brugali. «Siamo diventate amiche – ha ammesso  Abigail Barwuah  – la maggior parte degli stranieri e’ contro Bossi, anch’io da piccola pensavo fosse cattivo e razzista, ma crescendo ho capito che non e’ così. Dice solo che chi e’ in Italia a non fare niente e’ meglio che torni a casa sua: lo penso anch’io. Quelle persone che fanno vita da clandestini, senza documenti, si possono trasformare in assassini e ladri”.

Chissà se la pensa allo stesso modo, su questa nuova amicizia, anche Jessica Brugali. Miss Padania 2011 aveva rilasciato un’intervista durante la sua incoronazione al concorso di bellezza che non lascia dubbi sulla sua ideologia. « «Se è miss Padania, non è giusto che partecipino i “terroni”- aveva infatti affermato a Il Giornale – e non è proprio giusto che partecipino le extracomunitarie. L’aspetto fisico conta. Una con i capelli, gli occhi neri e i caratteri mediterranei non c’entra proprio nulla con la Padania». Abigail Barwuah, la padana ghanese, avrà preso un abbaglio oppure i canoni estetici dei leghisti scendono a compromessi con la fama e i soldi?

Sabina Sestu

 

Foto: testedicalcio.blogosfere.it; andrea.polci.net;  www.leggo.it

Preview: www.inclassemia.eu

 

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