Le volate mondiali finali della Formula 1

Vettel è il più giovane campione del mondo di Formula 1 della storia

San Paolo (Brasile) – Brasile, terra di campioni, era scritto nel destino. La Formula 1 è ufficialmente arrivata alle battute finali di uno dei campionati del mondo più esaltanti ed equilibrati degli ultimi dieci anni. Tra poco meno di sette giorni, sul tracciato di Interlagos dedicato al pilota José Carlos Pace, i tifosi potranno scoprire quale sarà il nome del campione del mondo piloti di questa stagione, chi tra Sebastian Vettel e Fernando Alonso potrà alzare il terzo alloro iridato della carriera, che farebbe diventare entrambi il più giovane tre volte campione del mondo della storia del Circus. Se il team di Maranello non ha nulla da perdere, per la Red Bull, che parte da favorita il discorso è ben diverso: lo spagnolo della Ferrari, che qui ha già vinto nel 2005 e nel 2006, deve recuperare tredici punti di distacco dal tedesco della Red Bull, punti pesanti che in ogni caso lasciano aperte le chance dell’asturiano.
Differentemente di quanto si possa pensare in svariate occasioni l’alloro iridato si è deciso in occasione dell’ultimo appuntamento dell’anno, a cominciare dal 1950, stagione inaugurale della massima categoria automobilistica, con Nino Farina, Luigi Fagioli e Juan Manuel Fangio che si sono contesi il mondiale nel Gran Premio d’Italia vinto dal pilota torinese.

Gli anni ’50 - Se nel 1951 e nel 1956 si contendono il titolo Fangio e i due ferraristi José Froilan Gonzalez e Alberto Ascari con il titolo che va, in entrambi i casi al pilota argentino, nel 1958 l’alloro se lo aggiudica Mike Hawthorn che giunse in seconda posizione, in Marocco, alle apalle di Stirling Moss mentre nel 1959 è stato Jack Brabham il campione del mondo arrivando quarto nel GP degli Stati Uniti.

Gli anni ’60 e ’70 - Nel 1962 Graham Hill vinse il GP di Sud Africa con 42 punti, contro i 30 di Jim Clark mentre nel 1963 il mondo della Formula 1 si è dovuto inchinare a cospetto di John Surtess, già più volte campione del mondo nel motomondiale, che riuscì ad aggiudicarsi anche il titolo delle quattro ruote, in Messico, a discapito di Graham Hill.
Se nel 1967 e nel 1968 vincono rispettivamente Jack Brabham su Denis Hulme e Graham Hill con dodici punti di vantaggio su Jackie Stewart, sempre in occasione del GP del Messico, nel 1974 va in scena negli States una lotta a tre tra Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni e Jody Scheckter, sfida che ha visto il trionfo del brasiliano mentre nel 1976 Niki Lauda, vittima del tremendo incidente del Nurburgring, perde il titolo a vantaggio di James Hunt.

Gli anni ’80 - Anche se cambiano i nomi dei protagonisti, le emozioni rimangono immutate. Nel 1981 Nelson Piquet vince il suo primo titolo su Carlos Reutemann nel Gran Premio degli Stati Uniti, nel 1982 il titolo va a Keke Rosberg che, sempre negli States, chiude il mondiale con un vantaggio in classifica di cinque punti rispetto a Didier Pironi mentre nel 1983 il titolo va nuovamente a Nelson Piquet, in Sud Africa, a discapito di Alain Prost beffato anche l’anno successivo da Niki Lauda.
Il francese, denominato Il Professore, si prende il titolo del 1986 con tutti gli interessi del caso: vince in Australia grazie al ritiro in gara di Nigel Mansell, situazione che gli permette di superare di due punti l’inglese.

Gli anni ’90 - Se il GP d’Australia del 1994 verrà ricordato tra le polemiche per il noto speronamento di Michael Schumacher su Damon Hill, suo avversario quell’anno, mossa che regala al tedesco il primo titolo della carriera, anche il campionato del 1997 si chiude tra le controversie a causa di un altro speronamento da parte di Michael Schumacher, questa volta ai danni di Jacques Villeneuve: il tedesco viene escluso dalla classifica finale per l’incidente voluto e il canadese vince il mondiale.
Nel 1998 inizia il dualismo tra Hakkinen-Schumacher e tra McLaren e Ferrari. Il finlandese vince il suo primo titolo della carriera in Giappone mentre nel 1999 è sempre il pilota delle frecce d’argento a sorridere, questa volta su Eddie Irvine.

Nel 2003 Schumacher ha vinto il suo ultimo mondiale con la Ferrari

2000-2012: la F1 moderna - Se il GP del Giappone continua a essere la corsa decisiva anche nel 2003 questa volta a favore di Michael Schumacher, a cui basta un ottavo posto finale, su Kimi Raikkonen, dal 2006 al 2008 dal Sol Levante, lo scenario mondiale della Formula 1 si sposta in Brasile, sul tracciato di Interlagos. Con Fernando Alonso che si aggiudica il mondiale nel 2006 e Kimi Raikkonen nel 2007, che porta così la Ferrari sul tetto del mondo, nel campionato del 2008 è la prima volta per Lewis Hamilton che si aggiudica il titolo sorpassando all’ultima curva dell’ultimo giro Timo Glock e riuscendo ad arrivare in quinta posizione, utile per strappare il mondiale a Felipe Massa di un solo punto.
Diverso è il discorso per quanto riguarda Abu Dhabi 2010 che ha visto la vittoria di Sebastian Vettel, il più giovane campione del mondo di Formula 1 della storia. Nonostante si trovasse ad occupare la terza posizione della classifica piloti dietro a Fernando Alonso e il compagno di squadra Mark Webber, è il tedesco ad aggiudicarsi il primo alloro iridato della carriera con quattro punti di vantaggio sul ferrarista.

Eleonora Ottonello

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