Le scuse più strane per “bigiare” al lavoro

Arriva dagli Stati Uniti un sondaggio di Career Builder.com, il sito web più consultato per gli annunci di lavoro, condotto su 2.400 datori di lavoro e 3.100 lavoratori americani per scoprire le scuse più strane addotte per assentarsi dal posto. Tra un attimo di tregua e meritato riposo nascosti dietro alla macchinetta del caffè o imboscarsi in bagno a giocare con il cellulare e una o più intere giornate a casa a pensare a sé stessi non c’è proprio paragone! Il sondaggio di Career Builder.com ha infatti evidenziato che circa il 29% dei lavoratori che si assenta dal lavoro non dice la verità. Le scuse più comuni usate dagli assenteisti sono quelle che un po’ tutti conosciamo, dal non sentirsi in grado di andare al lavoro, sentirsi poco bene, di avere visite mediche, inderogabili appuntamenti personali o famigliari.

Quando ai datori di lavoro è stato chiesto di indicare le scuse più strane e bizzarre ne sono uscite delle belle. Ecco quindi una sorta di vademecum per essere sicuramente originali, quanto forse non verosimili: tra le scuse più assurde viene citata quella di un lavoratore impossibilitato ad andare al lavoro perché una gallina aveva aggredito sua madre, seguita da quella di avere una mano incastrata in una palla da bowling e da quella di aver fatto un trapianto di capelli mal riuscito. Ma le stranezze non finiscono certo qui, c’è chi si è lamentato di essersi addormentato alla scrivania e di aver battuto la testa procurandosi una ferita al collo, chi si è trovato la casa devastata da una mucca impazzita entrata chissà come e di essere in attesa del perito dell’assicurazione, chi quel giorno non si sentiva abbastanza intelligente, e forse con una scusa del genere non resta che da dirsi che forse non aveva nemmeno tutti i torti! Addirittura c’è chi si è detto costretto a tagliare l’erba del prato per evitare una causa legale dell’associazione dei proprietari di casa, o chi durante la festa del Ringraziamento si è scottato mangiando una torta alla zucca. Per non parlare di chi, in gita sul lago Erie al confine col Canada, è stato trasportato sulla sponda canadese dalla guardia costiera a causa di una fuga di gas. Neppure con naso e occhi tappati, ascoltando con un solo orecchio e mezzo addormentato, un datore di lavoro potrebbe lontanamente credere a tali assurdità, tant’è che almeno il 30% dei datori di lavoro dichiara di effettuare dei controlli per verificare la veridicità delle giustificazioni e dello stato di malattia addotti dai dipendenti, e il 16% ha ammesso di essere ricorso al licenziamento in assenza di buone e valide scuse per giustificare l’assenza.

La cosa migliore per ridurre lo stress sarebbe parlare apertamente, essere sinceri e dichiarare di avere bisogno di riposo e di staccare la spina, ma la fantasia umana non conosce confini e correre sul filo del rasoio rischiando di essere scoperti forse rende anche la cosa anche più eccitante. C’è solo da domandarsi cosa salterebbe fuori se un simile sondaggio fosse condotto in Italia: la fantasia e la simpatia a noi italiani non mancano di certo e, probabilmente, c’è già chi sta pensando di soffocarsi col panettone o di spaccarsi i denti col torrone per stare a casa qualche giorno in più in prossimità delle feste! Però attenzione, la prossima volta che riusciamo a mettere da parte i sensi di colpa e decidiamo quale scusa adottare per evadere dalla routine, ricordiamoci del decalogo di questo sondaggio e mettiamo in moto il cervello per evitare di essere scoperti! Sarebbe davvero curioso e divertente conoscere le scuse più simpatiche usate nel nostro Bel Paese, qualcuno ha voglia di iniziare?

Claudia Vallini

Foto | via http://forum.zeusnews.com  

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